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Finchè copyright non ci separi

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Video di Youth for Human Rights

La proposta del commissario europeo Charlie McCreevy è questa: estendere i diritti d’autore dei musicisti dagli attuali 50 anni a 95 anni dopo la morte dell’artista. In pratica si vuole allargare la durata del copyright in modo da pagare le royalty dei brani anche ai figli dell’artista (ed alle major): in realtà si vuole dover pagare la pensione dei “performers” (quelli degli anni ‘50 per capirci, poichè tra 10 anni scaderebbero i diritti) ma il mio dubbio è che questi soldi non finiscano solo agli artisti ma anche alle case discografiche.

Sono convinto che i soldi dei diritti debbano andare integralmente e direttamente agli esecutori e compositori dei brani e ai tecnici di sala di registrazione e personale che hanno contribuito alle incisioni ma non è possibile pensare di poter vivere di rendita: metti che faccio tre brani ed altrettante esibizioni live alla mia età, a 25 anni. Secondo McCreevy dovrei poter vivere tutta la vita con quelle tre esibizioni? Anzi probabilmente anche i miei nipoti e figli potrebbero campare con qualche canzone scritta ora nel 2008?

Non so a volte non mi è chiaro la distinzione tra diritto morale e diritto d’autore (il video sopra ne è un ottimo esempio) dunque mi farebbe piacere sapere Daniele cosa ne pensa: ho visto tra l’altro che ne parla anche Punto Informatico.

L’unica buona notizia che ho letto sull’IHT, è che forse verrà finalmente valutato anche l’equo compenso, una tassa che non ha quasi più senso d’esistere per come è strutturata. Ne diminuiranno l’incidenza o verrà abolito?

Via [International Herald Tribune]

Written the 16 February 2008 11:48 am in Voice over Net, Music | Trackback URI


3 Responses to “Finchè copyright non ci separi”

  1. 1 Written by/Scritto da: antonio vergara 16 February 2008 @ 12:00 pm

    devono aver sentito che berlusconi ha detto che si vivrà fino a 120 anni

  2. 2 Written by/Scritto da: Novecento 16 February 2008 @ 12:20 pm

    Sarebbe giusto fare un distinguo. I diritti ceduti alle case discografiche con una scadenza (ad esempio quella attuale) mentre proroga dei diritti unicamente a vantaggio di autori ed eredi.
    Con l’allungamento della durata della vita, non è giusto che io, che ho composto brani eccelenti e di successo a 18 anni, a 68 non debba aver più diritto a perpercepirne i diritti. Considerato che avrei una speranza di vita di altri 20 anni.

  3. 3 Written by/Scritto da: Dario Salvelli’s Blog » Blog Archive » Village Peerple 19 February 2008 @ 4:41 pm

    […] In fin dei conti YMCA è stato davvero un grande successo (direi quasi l’unico per i quali vengono ricordati oltre Macho Man ed In the navy) che ha attraversato credo qualsiasi luogo pubblico e privato di ballo e divertimento del mondo (non esagero, trovatemi una festa nella quale non c’è il momento ymca): però perchè prendersela con i ragazzi che si scambiano la vostra musica? E poi ancora: i diritti di questa canzone (registrata nel ‘79) ragazzi non scadono ancora, avete probabilmente tempo per goderne ancora per altri anni specie se passerà questa proposta. […]

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