March 16th, 2010
Mentre in questi giorni si tiene il MIX10, conferenza internazionale dedicata al web design, su Youinspiration c’è una bella analisi dei siti web dei cantanti italiani con esempi negativi ma anche qualche lode.
A contendersi la palma del peggiore secondo me c’è quello dei Pooh e di Marco Masini.
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March 15th, 2010
Non sono gli Usa ma l’Italia:
In Italia sono state costituite banche dati per le televendite ricavate da elenchi pubblici di abbonati senza che gli interessati abbiano acconsentito esplicitamente all ‘uso di queste informazioni. L’uso di queste banche dati era autorizzato fino al 31 dicembre 2009 dalla legge italiana n.14 del 27 febbraio 2009 ed è stato prorogato di ulteriori sei mesi. Stando alle informazioni in possesso della Commissione, gli interessati non sono stati informati né del trasferimento dei loro dati da elenchi telefonici a banche dati costituite a fini commerciali, né hanno acconsentito all’inserimento dei loro dati personali in tali database. La Commissione si interroga inoltre sull’effettiva e corretta applicazione delle nuove disposizioni italiane che permettono agli abbonati di non acconsentire all’uso dei dati che li riguardano.
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March 15th, 2010

Non ho più molto tempo per leggere i feed RSS usando un feedreader come Google Reader e quindi sono pregredito al web 1.0: navigo tra i blog che più riescono ad aggregare notizie o leggo solo quelli degli amici e che reputo statisticamente più interessanti. Ho perso quindi due caratteristiche: organizzare e condividere.
Google Reader Play invece è un bel modo per farti perdere tempo, viene definito come qualcosa di completamente nuovo ma in fondo è un modo per sfogliare i contenuti che leggiamo su Google Reader in modalità slideshow. Play è più simile a Tumblr che un nuovo modo di leggere i blog.
Google è alla disperata ricerca di una dashboard. Quanto può cambiare l’interfaccia utente e la sua percezione nella scelta di un servizio, eh? Ti piace Google Reader Play, lo useresti ogni giorno magari attraverso la tv o l’iPhone, cosa trovi non funzioni (credo sia poco chiaro l’algoritmo di selezione dei feed e che tutto sia poco usabile)?
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March 15th, 2010
Su 19 milioni di messaggi analizzati, solo il 21% degli utenti di Twitter è attivo e molti di questi vengono considerati “influencers”, cioè persone note online oppure offline. Il 79% di questi account invece ha pubblicato meno di 10 tweet.
Pigrizia? Disinteresse? Forse è più comodo utilizzare la voce come sta accadendo con Bubbly in India?
La verità è che Twitter non è nato come rete sociale ma quale sistema di messaggistica e secondo me tale è rimasto: se Facebook è un mega elenco internetfonico, Twitter è la segreteria alla quale puoi lasciare un messaggio pubblico o privato, dove puoi trovare subito cosa stanno facendo i tuoi amici, a volte anche dove sono e cosa pensano in quel momento.
La caratteristica maggiore di Twitter, quella che l’ha fatto diffondere, è una limitata interazione tra gli utenti, ci si scambia link e si condivide più informazioni che idee.
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March 13th, 2010
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March 13th, 2010
Il meglio
Superpower: visualizing the Internet: nello speciale realizzato dalla BBC non c’è soltanto la lista dei 100 siti web più visitati divisi per categoria e raccolti in una treemap (brutta da vedere e da capire) ma anche i personaggi più famosi e la mappa relativa al 2008 degli utenti che navigano.
Se in Finlandia la Rete diventa diritto fondamentale, in Usa la Federal Commission sta proponendo al congresso un piano decennale per rinnovare Internet e la sua infrastruttura offrendo ad esempio un sussidio ai provider nel caso coprano zone rurali colpite dal digital divide.
Il peggio
E’ uscito il rapporto 2010 di Reporters Senza Frontiere (file .PDF) che racconta come il 2010 sia un anno cruciale per Internet: dal rapporto tra Usa e Cina alla rivoluzione verde dell’Iran i nemici di Internet aumentano, nuovi paesi cominciano a filtrare le informazioni.
A Cina, Egitto, Tunisia e Vietnam si aggiungono Iran, Siria, Arabia Saudita e Uzbekistan. Si comincia a parlare di Controllo 2.0: sempre più netizen, i cittadini digitali, vengono monitorati sui social network. Blogger arrestati, reti controllate diventano delle vere e proprie intranet e portano i netizen ad unirsi (perchè isolati sono inevitabilmente vulnerabili), a costituire associazioni e movimenti che si diffondono mediante Facebook, Twitter, i blog.
Insomma il bavaglio non riguarda soltanto Internet in Italia ma nell’intero mondo. E’ importante che ogni singolo cittadino pretenda e difenda legalmente la propria fetta di libertà digitale.
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March 13th, 2010
Mentre i Pink Floyd fanno causa alla EMI e la vincono un altro gruppo abbandona la nota casa discografica sostanzialmente per motivi di soldi ma non solo.
Si tratta degli OK GO dei quali ho già raccontato le vicende recenti legate ai loro videoclip; l’ultimo filmato ha fatto 6 milioni di visite solo il primo giorno.
The issue is that they just don’t have any money. The reason a band signs with a label is because they can provide start-up capital, and their business model has sort of collapsed. There was lots of little bones of contention, like when there were chances for us to promote things and they just didn’t have the money to do so. It was a lot easier to be generating the budget ourselves or through corporate partners.
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March 12th, 2010
Minzolinate sarà una prossima rubrica del blog. La frase del giorno è dell’ultima schifosa indagine tra Minzolini, Berlusconi ed Innocenzi:
L’Agcom è un’autorità indipendente e autonoma che non ha mai esercitato censura preventiva. Noi parliamo attraverso i propri atti e questi atti dimostrano inequivocabilmente la sua indipendenza e autonomia di giudizio”.
Corrado Calabrò
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