The Advertising Association, the industry body which represents the UK advertising and media industry, has agreed a set of proposals to tighten some digital advertising practices so that they are policed by the Advertising Standards Authority in the same way as TV, press, poster and radio ads.
The ASA regulates all paid-for digital advertising, such as banners and display ads on websites, but so far does not police advertising activity on a company’s own website, a campaign microsite or the via profiles on sites such as Facebook, MySpace and Twitter.
In UK vogliono regolamentare la pubblicità su Twitter, Facebook, MySpace, insomma tutti i siti “social”. Quanto siamo vicini alla nascita di un Moige della Rete?
Ken Fisher di Arstechnica si lamenta del fatto che circa il 40% dei loro lettori bloccano la pubblicità. E spiega perchè questo potrebbe pregiudicare la qualità e la quantità dei contenuti e far perdere anche posti di lavoro ai siti web che usiamo con maggiore frequenza.
Hanno condotto un esperimento durato poche ore secondo il quale chi usa Adblock o blocca la pubblicità sul loro sito web non può vedere i contenuti. Sembra sia andato bene ma pare che non vogliano riproporlo. Il risultato è che ssare solo il CPM nell’advertising online non funziona più.
Il timore è che possa esserci un’editoria che non può permettersi di fare a meno della pubblicità e dei suoi investimenti e che debba contrastare l’informazione dei blog (che possono fare a meno anche di AdSense) oppure, ancora peggio, di grandi gruppi che possono permettersi di tenere pulito il proprio sito web senza infestarlo di advertising.
E se anche i grandi gruppi editoriali decidessero di fare come Arstechnica per contrastare Google, i social network ed i blog, come ti comporteresti? Alla fine dipende sempre dalla qualità del contenuto che andremmo a perdere…
[UPDATE]
- Corriere.it oggi invece mette a dura prova i lettori con una pagina con uno sfondo pubblicitario. Entrambi i casi, quello di Arstechnica e quello del Corriere ci guidano nella risposta alla domanda del post.
Si può…fare un decreto notturno in Italia che viene firmato da un Presidente della Repubblica tra i meno garantisti della Costituzione e della legalità (spiace dirlo ma è così) stravolgendo un principio secondo il quale i politici dovrebbero essere i primi cittadini a rispettare le leggi.
All’anno 2010 non è così, vince la legge del più forte. Non voglio essere per l’n-esima volta disfattista, pessimista, ma una nazione che non è capace di scegliersi i candidati ed i rappresentati politici perchè scava con tutti i mezzi nel marcio razzolando il possibile, perchè fa firmare candidati morti da un pezzo o perfetti sconosciuti, perchè per un panino arriva tardi, è un paese senza futuro alcuno.
E’ emblematico che quei pochi cittadini che si sdegnano debbano riunirsi su Facebook in gruppi di protesta quando hanno già degli strumenti per cambiare le cose: raccogliere firme, denunciare i politici corrotti, andare a votare lasciando la scheda bianca, qualsiasi gesto di civiltà è meglio che una leggina.
Quando la politica deve difendere i suoi interessi è pronta a fare le ore piccole mentre quando c’è da proteggere e sostenere i lavoratori, evitare che la FIAT diventi americana o che le banche sfiniscano gli imprenditori si dormono sonni tranquilli.
Questa Italia è allo sbando, non ci resta che giocare al Totovoto (ideato dall’amico Giulio) e scoprire di essere uguali uguali a 40 anni fa. Pubblicalo sul tuo blog, le regole sono queste:
Una volta ricevuta una richiesta di voto, con o senza relaviti Bonus o Jolly, basta scrivere:
DATA – LOCALITA’ – RICHIESTA – PUNTEGGIO.
ACCUMULARE PUNTEGGIO Quando un candidato ti chiede un voto: +3 punti
Quando ti chiede un voto un conoscente: +1 punto
BONUS Promessa posto di lavoro: +5 punti
Promessa posto di lavoro per tuo figlio o un tuo familiare: +6punti
Promessa di incarico in un ente pubblico: +10 punti
Promessa di un appalto: +15punti
JOLLY Promessa di soldi in cambio del voto: +8punti
Promessa di lavori di ristrutturazione in casa tua: +11punti
Promessa di favori sessuali: +25punti
Vince chi accumula il punteggio maggiore ovvero ha ilTOTOVOTOpiù alto
Lo sapevi che già il 20% delle ricerche di Google sono personalizzate? In pratica ciò che vedo io cercando su Google (anche senza essere connesso con un account) può essere diverso dalla ricerca che hai effettuato sul tuo computer.
Se questa percentuale dovesse salire vertiginosamente sarà sempre più difficile per chi ottimizza i siti web usare la strategia giusta. Google ha provato prima a far scegliere i risultati di ricerca giusti dagli utenti con SearchWiki e poi ha lanciato SideWiki con il quale è possibile commentare una qualiasi pagina web creando un valore più “qualitativo”che quantitativo.
Entrambi gli strumenti per ora non hanno rivoluzionato il modo di fare ricerca, sarebbe interessante sapere quanti utenti li hanno utilizzati e come ma è chiaro che alle persone non piace che Google stravolga troppo le sue SERP.
Google quindi ha deciso di spostare SideWiki nel Google Webmaster Central per dare uno strumento ai webmaster per sistemare la reputazione del proprio sito web e guidare gli utenti. Scrivere un commento per ogni pagina permette la creazione di una sitemap personale, meno automatizzata.
L’ultima novità invece sostituisce SearchWiki: si tratta degli starred results su Google ottenuti dalla votazione dei risultati di ricerca attraverso delle stelle. Niente di nuovo sotto il sole, i sistemi di rating fanno sono una delle caratteristiche del Web 2.0 ma da Google ci si aspetta sempre una innovazione.
Se da una parte si applica il concetto che dare un “like” ad un sito web (l’apprezzamento spicciolo e veloce che impazza su Facebook ad esempio) equivalga ad esprimere una preferenza personale che faccia diventare quel sito web popolare, dall’altra c’è il rischio che Google diventi un enorme contenitore di bookmark (i preferiti) senza senso.
Non mi stupirebbe il passaggio dallo scambio link (e tutto il mercato che c’è stato finora) allo scambio del voto con dinamiche simili a quelle già avvenuti su servizi di editoria sociale come OkNotizie e Digg. Se votassi il tuo blog quanto mi daresti?
Amazon Kindle, Apple iPad o libro di carta? Su Craigmode c’è una bella analisi dei libri nell’era dell’iPad che si sofferma sulla tipologia dei contenuti e sul design. Forse i libri stampati non sono ancora del tutto morti…
Questo blog è letto da troppi nerd (quanti si divertono a schiacchiare le bolle della carta d’imballaggio?) e poche persone comuni, quelle che a malapena usano un PC oppure Windows XP e che non comprendono mai cosa scrivo.
Presto ci sarà una svolta, certo non aranzullesca però orientata a tutti con post leggeri e semplici frutto di idee e pensieri più frivoli. E’ la necessità di sdoganare anni di blogging fin troppo seriosi.
E, oltre ad un nuovo design al quale sto lavorando insieme a Marco, stavo pensando anche ad un nuovo dominio (che faccia redirect su questo, tranquilli) e ad un nuovo titolo per il blog: dall’arcaico “Dario Salvelli’s Blog” a…?
Dimmi la tua, suggerisci un nome dominio e proponi uno slogan. Se non lo vuoi scrivere nei commenti mandami una mail: blog chiocciola dariosalvelli.com
Dal primo Marzo gli utenti possono finalmente scegliere quale browser usare sul proprio PC in alternativa ad Internet Explorer. Alla BBC segnalano che la scelta è un po’ falsata poichè molti dei browser proposti nella schermata utilizzano Trident, lo stesso engine di IE.