Mi prendo con tutta l’umiltà possibile un piccolo momento autocelebrativo e di soddisfazione ma ci metto giusto due righe.
Non mi era mai capitato di essere con questo link del mio blog su Wikipedia [17].
Qualche editor di Wikipedia ha deciso così e non posso che esserne contento soprattutto perchè si tratta della protesta del Free Burma day che organizzai tempo fa: non ho dimenticato la Birmania e la scandalosa situazione in Myanmair, anzi sono vicino ed ammiro il coraggio di chi utilizza la Rete per protestare e scendere in piazza. Matteo mi ha regalato un sorriso dicendo che ora potrei diventare bersaglio dei servizi segreti birmani.
Vorrei portare avanti queste ed altre mille e piccole ma importanti cause che toccano anche il mio BelPaese ma non so se in futuro ne avrò la forza ed il tempo.
I Governi si alternano ma i problemi delle persone rimango sempre gli stessi, sarebbe bello poterli risolvere tutti.
Premessa. Mi spiace se a volte ci sono post che esulano dal contesto tecnologico ma attraverso questo spazio vorrei fornire la visione di tutto ciò che mi circonda in modo da condividere e confrontare con chi mi legge quanto scrivo. Qui non si è paladini di nulla e di nessuno se non dell’idea. Ben che meno si sostituiscono (ma semmai incoraggiano) azioni di volontariato e sostegno già riconosciute ed appoggiate; si espongono “soltanto” fatti e vita.
Ciò detto: ci sono alcune cause che vorrei portare alla vostra attenzione.
- Birmania. Da queste parti ci si è prodigati molto a fare qualcosa di minuscolo ed irrilevante ai fini del concreto come il Free Burma day. Mentre i monaci muoiono a centinaia e le persone scomparse vengono catalogate su Wikipedia dalle altre parti del mondo si manifesta.
Domani è stata organizzata a Roma in piazza del Campidoglio alle ore 18:30 una manifestazione a favore del popolo Birmano: trovare maggiori informazioni su Free Burma Italy. L’evento è organizzato da studenti e non, volontari, non c’è alcuna dietrologia politica nè bandiera; forse al massimo quella della pace.
Mi hanno segnalato questa manifestazione nei commenti e via mail assicurandomi che mi aggiorneranno riguardo come sarà andata questa iniziativa di libertà: se avete del tempo libero fatevi un giro.
- Carlo Parlanti. Di lui ne hanno parlato in tanti anche nella blogosfera oltre che su diversi media: si tratta di un’ingiustizia - o almeno così mi è parso dal poco che ho letto - riguardo questo cittadino italiano condannato dalla giustizia americana. Qui ci sono diverse risorse per approfondire la questione. C’è poi questa petizione: di solito diffido sempre ma ho notato un gran impegno da parte di molti come Chitblog che mi ha segnalato la cosa e tanti altri. Sarebbe utile che qualcuno approfondisse l’argomento.
Il mio impegno per la situazione Birmana non si è concluso con il Free Burma che come ho già detto su N3Tv è stata una piccola mobilitazione nata in maniera spontanea della quale è possibile leggerne un report finale qui (file .PDF). Ieri con Sw4n si discuteva nei commenti di questo ed altro, se i blog potessero servire davvero a qualcosa. I Lucani hanno organizzato ad esempio un concerto, certo è poco e nulla e se di qua si canta e balla lì magari si muore.
Se ne sente più parlare della Birmania? No, le notizie riguardo la protesta dei monaci sono scese in fondo alle pagine dei media: ci sono però ottimi esempi come questo interessantissimo videoreportage di Alessandro Gilioli pubblicato su l’Espresso. Ringrazio chi me l’ha segnalato.
Ed ancora da Gilioli apprendo che l’Italia mediante il suo ambasciatore in Birmania (Giuseppe Cinti) ha reso omaggio firmando il libro di condoglianze di Soe Win, teneramente chiamato in Burma il “macellaio di Depayin”.
In tali casi la diplomazia dovrebbe cadere, immediatamente: forse perchè ci sono altri interessi? Leggete questidue contributi riguardo le aziende presenti in Birmania e gli scambi economici.
Ricordo che per seguire le notizie riguardo la Birmania abbiamo realizzato questo aggregatore, dateci uno sguardo e se vi va segnalatemi notizie e risorse nei commenti.
[UPDATE] Delle aziende in Birmania ne parlò Lia qui una settimana fa: il tema sembra finalmente interessare, da parte mia segnalai la lista di tutte le aziende internazionali presenti già in questo post negli update.
Puoi inserire un widget come questo sul tuo blog usando questo codice
Oggi è il Free Burma! day: tutti i blog del mondo ed i siti web possono aderire a questa iniziativa focalizzando l’attenzione di tutti sulla crisi in Birmania, da anni nelle mani di un regime sanguinario. Nel nostro piccolo e nell’audience che raccogliamo possiamo fare comunque qualcosa: per esempio protestare contro l’ONU ed i nostri governi troppo spesso indifferenti e soggiocati da interessi economici.
Basta guardare la lista di aziende presenti in Birmania che forniscono in qualche modo supporto all’attuale governo: si, ci sono anche compagnie Italiane che magari nascondono interessi più grandi.
Non è questa la sede giusta per parlarne nè fa parte della mia professione. A me interessava aprire gli occhi e discutere di argomenti per una volta di più ampio respiro, più seri e diversi dal classico chiacchiericcio quotidiano riguardo Tecnologia, Web Trend e Digital Lifestyle che sbrodolo giornalmente in queste pagine: perchè di crisi, guerre ed ingiustizie nel mondo ne siamo pieni e non basterebbero certo 365 Free day.
Sono stati giorni duri ed impegnativi, con l’email ed il blog bollente oltre che “rosso”, critiche ricevute da più parti ma soprattutto un malizioso e bieco snobbismo proveniente non solo dall’Italia (nessuno escluso) ma anche da altri Paesi (penso all’US, l’UK): la lista dei partecipanti mi avrebbe fatto sorridere ugualmente anche se fosse stata meno corposa.
Leggere nelle adesioni Myanmar è stato sorprendente oltre che inaspettato. Non avrei mai pensato di raggiungere con questo modesto mezzo come il mio blog la sensibilità ed il pensiero di tante persone.
Ringrazio Robert Basic, Philipp Hausser e Christian Hahn con i quali ho collaborato questi giorni. Il Free Burma è stato fortemente voluto anche e soprattutto da loro.
Un sentito grazie poi va a te che hai aderito, segnalato il Free Burma o che semplicemente continuerai a lottare magari insieme a noi per altre giuste cause come queste.
Free Burma, Free World.
English Version
Today is the Free Burma! day: all blogs and websites around the world can join to this event heading the attention on the crisis in Burma, since years in the hands of an bloody-thirsty regimen. In our small life and by the audience that we collect we can make however something: i.e. we can protest against the ONU and our governments too much often indifferent and involved in economic interests.
Look this list about company in Burma; they support in some way the actual government. There are also Italian companies that maybe hide greater interests.
Isn’t this blog the right place in order to speak of this and isn’t a part of my profession. I am interested to open the eyes and to once discuss about arguments in order more wide breath, more serious and various from the classic daily posts about Technology, Web Trend and Digital Lifestyle that you can read in these pages everyday: because we are full in the world of crisis, wars, and would not be enough 365 Free day, sure.
These days have been hard and engaged to me, with “red” and hot email and blog beyond that, critics received from more parts but above all a malicious and oblique coming from snob people not only from Italy (i’m thinking to Us and Uk): the list of participants would made me happy equally even if it had been less flood.
To read in the list Myanmar has been amazing beyond that unexpected. I never would haven’t expected to catch up with this blog the sensibility and the thought of many people.
Thanks to Robert Basic, Philipp Hausser e Christian Hahn with which i have collaborated these days. The Free Burma has been strongly intentional also and above all from they.
Really Thanks to You, that have joined, marked the Free Burma day or that simply you will continue to even fight for other just causes like these.
Free Burma, Free World.
Tutto nasce per caso, specie su Internet: il blogging riprende ma per ora con argomenti riguardanti solo la Birmania, probabilmente fino al 4 Ottobre. Perchè proprio quel giorno?
Tutto è nato dal post STOP Blogging for Birmania che scrissi per protestare e diffondere le notizie che arrivavano dalla Birmania: un blogger tedesco, Robert Basic, mi ha letto ed insieme ad altri blogger abbiamo deciso di organizzare un azione mondiale di tutti i blog che va sotto il nome di “Free Burma!” day.
Molti hanno criticato il mio modo di fare ma a partire dal sottoscritto sappiamo benissimo tutti che queste operazioni difficilmente arriveranno al regime Birmano e riusciranno a risolvere una situazione che va avanti da anni: credo però sbagli davvero soltanto chi non fa nulla.
Ciò che dai nostri piccoli ed insignificanti (nel rapporto di confronto) blog e siti web possiamo fare è focalizzare l’attenzione su di un tema stimolando la diffusione delll’informazione e delle discussioni: per questo motivo ho invitato molti amici Italiani a partecipare. La blogosfera tedesca sta partecipando in massa così come stanno cominciando a fare anche le altre. Ecco cosa fare.
Il giorno 4 Ottobre puoi aderire (che tu abbia un blog, una pagina personale, un forum, sia iscritto in un social network) al Free Burma! day semplicemente seguendo questi semplici passi:
1) Pubblica un post, una pagina o un contenuto (sul tuo blog, social network, forum, pagina web statica personale) con la scritta: “Free Burma”
2) Se puoi usa il Tag: “Free Burma”
3) Scegli ed inserisci uno dei banner presenti sul sito web: “Free-Burma.org”
In questo modo i tuoi lettori potranno trovare le informazioni su questa campagna riguardante la Birmania e leggendo la lista di partecipanti alla quale aggiungersi per aderire.
Se invece sei il Webmaster di un Forum puoi utilizzare questo gruppo speciale
5) Sentiti libero di scrivere qualsiasi testo addizionale che vorrai inserire.
[UPDATE, Ocotber 3]
Insieme a Gigi e Riccardo (più loro io in questi giorni ho avuto pochissimo tempo) abbiamo realizzato un aggregatore di notizie (anche tradotte in Italiano) riguardanti la Birmania. Si accettano ovviamente critiche e suggerimenti. L’indirizzo da seguire è il seguente:
Sono contento che molti di voi abbiano accolto l’appello sulla Privacy che segnalai qui, tutto è rientrato con il ritiro dell’emendamento.
Ieri sono scoppiate grosse polemiche sulla classifica dei blog italiana, Blogbabel (oggi nuovamente stravolta dal congelamento anche dei feed di Beppe Grillo) riguardo feed gonfiati: i grossi cambiamenti cercano di rendere questa classifica più indipendente dalle fonti esterne.
Come ho sempre detto questa hit parade dei blog rimane per me un gioco, per altri evidentemente no: ed allora, perchè non fare qualcosa di significativo invece che indossare delle semplici magliette rosse?
Sto parlando dell’assurda quanto disgustosa situazione in Birmania.
L’appello STOP Blogging for Birmania è questo: sarebbe carino che i primi 100 blog della classifica di Blogbabel, quelli di Blogitalia, tu che hai e scrivi su di un blog ma te ne freghi altamente (e fai bene) di queste classifiche, per un giorno terresti chiuso il blog con un gesto nel nostro piccolo forte.
[UPDATE 1 Ottobre 12:00] E’ bello sapere che ognuno fa sentire la propria voce a suo modo: certo un badge non cambierà la situazione ma è comunque un gesto, come quello più estremo al quale ho pensato. Da queste parti ci sarà lo STOP AL BLOGGING ALMENO FINO A MARTEDI’ con segnalazioni ed aggiornamenti in questo post riguardo la situazione.
- Date un’occhiata a queste Foto su Flickr, mentre ci sono video su Mizzima Tv e aggiornamenti su Mizzima.
- Centomila in protesta (video), l’escalation di violenza aumenta (video).
- Su Facebook è possibile partecipare a questo gruppo (solo se sei registrato purtroppo) e seguire le discussioni.
- D’Aguanno mi segnala un ribbon da inserire nei blog.
- E’ possibile firmare anche una petizione anche se online ce ne sono diverse: via Robie ad esempio leggo la possibilità di potrestare usando il numero 1081081081234 come ricerca su Google.
- In tutto il mondo ci sono manifestazioni in piazza: in Italia a Milano domani alle ore 16:30, in Piazza della Scala, ci sarà la “Manifestazione Contro Repressione Birmana”. L’evento è organizzato da Amnesty International che ha creato anche questo appello per far terminare la repressione.
- La foto sopra rappresenta la morte del fotografo Kenji Nagai colpito da un soldato: il Corriere ha inserito (con indubbio gusto e segnalondolo in home con un accecante “rosso”) il video choc qui (su YouTube qui).
- Questa è la lista delle aziende che hanno avuto (o hanno ancora) a che fare con il regime della Birmania.
- Il blog 1972 pubblica e racconta pensieri bellissimi ed al tempo stesso inquietanti riguardo la Birmania. Da oggi laggiu SONO ISOLATI ANCHE DA INTERNET, leggi qui.
- News giornaliere sono presenti in questo articolo della BBC.
- Insieme a blogger di tutto il mondo stiamo organizzando una Blog Action per la prossima settimana in modo da protestare riguardo la scandalosa situazione della Birmania. Nei prossimi giorni maggiori informazioni, seguite questo post: abbiamo organizzato per il 4 Ottobre il Free Burma! day.
Someone (tonsai) in the comments has asked me an English Version of the post. Is here.
I’am so happy that many of you have received the appeal about Italian Privacy law that i signaled here.
Yesterday are burge very large controversies about the Top 100 Italian Blog, Blogbabel (today again twisted by the freezing also of the Beppe Grillo’s Feed) concern the RSS Feed swelled: many changes try to make this rating more independent from the otuside sources (as Feedburner, Technorati, Google Blog Search).
As I have always said this hit parade of the blog remains a game for me, for others evidently not: so, why not to do something of meaningful instead than wear some “simple” red T-shirts about Burma situation?
I’m talking about the absurd and disgusting situation in Birmania, the monks protest (read this article by BBC).
The appeal STOP Blogging for Burma (that is Birmania in Italian) is this: the first 100 blog in Blogbabel and Blogitalia (another rank), and you that write in a blog but don’t care about hit parade, can close your blog for a day (one, two..), stop blogging or talking only about Burma protest. It’s a big thing in our “little” Net world.
My friend Stefano has already close his blog: and you ?
[UPDATE October 1, 12:00am ] It’s pretty to know that everyone makes to feel the own voice to its way: sure, a badge will not change the situation but it is however a gesture, like that most extreme next to which I have thought.
I STOP MY USUAL BLOGGING ABOUT TECHNOLOGY AT LEAST UNTIL TUESDAY with update and suggest on this post only about monks protest.
- Monks protest: 100000 march (video), Violence escalates in Myanmar (video)
- There is this group on Facebook and follow the discussions (you need to register).
- An Italian blogger, D’aguanno, signal me this ribbon.
- It’s possible to sign this Petition (online there are many petitions): via Robie i read this number, 1081081081234, to add on your blog in order to help the Google search.
- Around the world theare are protest in public square: in Italy, tomorrow on 4.30pm there is one in Milan, Piazza della Scala. The event is organize by Amnesty International that create a petition here.
- The photo on top is the death of Kenji Nagai, a photoreporter: this is the choc video (YouTube video is here).
- Read this list of companies which appear to have some form of relationship with Burma that “providing direct or indirect support, mostly financial, to the military junta”.
- Incredible: Internet is cut in Birmania, read here !!
- You can read this article by BBC with news about Burma
- With a list of blogger around the world (Europe,Us,Asia) we are organizing a Blog Action Day to favor of Burma in next days. Please, follow this blog and post, we need your help and approval: Free Burma! day.