Appunti Sparsi: Dario Salvelli's Tumblr

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 Se non ci fosse Google che fine farebbe il tuo blog?

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ProBlogger: Where Bloggers Get Their Biggest Levels of Traffic

Questo post è dedicato a tutti quelli che venerano Big G ed il potere dei blog, compresi quei blogger che pure racimolando poche centinaia (o migliaia) di visite ogni giorno si sentono dei guru e santoni del Web.
Significativa, in questo senso, anche per far tacere chi spesso volte va contro Google ma non propone soluzioni e genera le solite polemiche sulle classifiche, l’immagine di sopra realizzata da ProBlogger: da dove arrivano le persone che leggono il tuo blog, come ti hanno trovato?

A meno che tu non faccia questo di mestiere il numero dei lettori non è poi così importante, anzi, in tutti i casi ciò che davvero fa la differenza è cosa scrivi. Certo che è sorprendente il 15% dei Social Media: credo che la percentuale riguardante gli altri Blog, il 12%, sia ben più alta e rilevante anche in termini di PageRank e dunque “notorietà”.

In ogni modo a perderci sono soprattutto gli altri motori di ricerca. Allearsi con loro potrebbe essere probabilmente una valida e vincente alternativa futura. Sempre che resistano al predominio di Google.

Written the 6 May 2008 6:43 pm in Voice over Net

 Giù le mani sul “blog”, il marchio registrato

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Pare che Giochi Preziosi S.P.A. (quella dei giocattoli) abbia registrato il marchio blog nel non molto lontano 2005.

Ed ora chi glielo dice a quelli di Blogbabel?

Written the 31 March 2008 2:45 pm in Voice over Net, Blogging

 La domanda è sempre quella: la blogosfera è collaborativa?

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Sembra che il post precedente, “non sono una blogstar“, cada a fagiuolo in questo caso. In questi giorni sono stato lontano dalla Rete: stamane apro qualche blog e tumblelog e scopro che il servizio Blogbabel, la classifica dei blog italiani, è stato temporaneamente sospeso. Perchè?

C’è chi dice sia un problema di licenza dei contenuti (ma i blog non sono quasi tutti almeno sotto licenza CC?) mentre altri sospettano che questa storcere il naso sia causato da alcune richieste di cancellazione (se così fosse sarebbe quanto meno ridicolo).

In fin dei conti la domanda che mi pongo è sempre quella nel titolo del post: ma la blogosfera (aggiungerei italiana) è collaborativa?
Il progetto 10 domande è un esempio lampante di come i blog non siano riusciti finora a sfruttare un occasione del genere per raggiungere un audience più largo ed essere determinanti anche fuori dalla Rete.
L’insieme dei blog riuniti sotto Blogbabel (per altro non in maniera automatica ma avendo sottoposto il proprio blog al servizio) costruisce una torta di contenuti che sono già a disposizione dei lettori: è possibile che un manipolo di complottisti o arroganti curi un interesse individuale così forte da mettere a repentaglio quello collettivo?
Il progetto 10 domande è un esempio lampante di come i blog non siano riusciti finora a sfruttare un occasione del genere per raggiungere un audience più largo.

La stessa domanda se la pone anche Luca ma vorrei andare oltre: che interessi ha chi scrive e realizza un blog se non quello di condividere le proprie idee anche con un certo stile esibizionista ed egocentrico?
Blogbabel non credo sia il grande fratello dei blog: solo l’idea del social big brother mi nauseva.

Ci si lamenta dei vari Bruno Vespa e dell’immagine che esce fuori dai blog: a pensarci bene la blogosfera italiana, come quelle degli altri Paesi, è lo specchio della nazione nella quale si sviluppa. Viaggia tra le sue contraddizioni, gli interessi, le raccomandazioni, l’assenza di meritocrazia.

E’ proprio di meritocrazia che si parla: in Usa esiste Techmeme (ok è una cosa diversa) ma credo che mai nessun blogger abbia accusato quel servizio di sfruttare le proprie risorse o di sentirsi danneggiato. In Italia Blogbabel ha erroneamente puntato su un sistema meritocratico che non solo è carente nella società italiana ma reputo da sempre sbagliato nel contesto al quale viene applicato: contare link, parlare di autorevolezza non porta a nulla.

Non è possibile mettere a confronto (e stilare dunque una classifica) la qualità di due o più blog. Sarebbe come dire cos’è più buono tra una carbonara ed un piatto di bucatini alla amatriciana. A me piacciono entrambi ma mi danno sensazioni di gusto diverse.
E’ così anche per i blog e ad esempio i libri: anche lì c’è una classifica ma riguarda quelli più venduti, ovvero letti e dunque in qualche modo “linkati”. Qualcuno si poneva una domanda tempo fa (non trovo il link ma se qualcuno me lo segnala sarei contento): sareste disposti a pagare per leggere i blog? Sinceramente da parte mia considerando l’andazzo generale della blogosfera italiana la risposta sarebbe abbastanza negativa.

Written the 23 March 2008 12:40 pm in Voice over Net, Blogging

 Occhio al Vespaio!

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Davvero non capisco lo stupore ed il clamore che si sono diffusi in questi giorni tra i blog riguardo ciò che è accaduto nella puntata di Porta a Porta del 21 Febbraio (vedi il video sopra). Condivido in pieno le ragioni del dissenso ma ai miei occhi non è nulla di prepotentemente nuovo.

Ricordate i faccioni dei blogger ed il pessimo articolo su Corriere Magazine? Quante volte i media hanno blaterato di blog e classifiche, social network lenti, web 2.0 e nuovi servizi spesso senza riuscire a coglierne gli aspetti salienti ma solo quelli più eclatanti? L’amara corsa allo scoop della notizia fa perdere di senso i fatti essenziali.

La carta stampata, la televisione, hanno loro responsabilità è certo ma chiedo a chi mastica di più Internet di guardarsi intorno: tempo fa parlavo di un Net Nazional Popolare quando, prevedendo l’ingresso su Internet di un pubblico ed una massa più vasta di quella attuale, si prefiggeva un uso diverso da chi invece abitualmente frequenta questi luoghi virtuali. Ci circondano tanti Bruno Vespa, i vostri amici usano Twitter o scrivono su di un blog, sanno cos’è MySpace o usano MSN?

Se la risposta è NO allora non c’è da stupirsi del vespaio che vi ronza nell’orecchio nè bisogna proteggersi troppo dai pungiglioni ma essere disposti per quanto possibile all’apertura: in un Paese che è uno degli ultimi posti in Europa per la banda larga, l’ADSL e l’Internet veloce, vuoi che ci si continui a stupire a bocca aperta?
Per parlare di qualcosa bisogna prima conoscerla per bene: Bruno Vespa ha un sito prestorico mentre non ci crederete ma la Graziottin ha un sito personale che non è poi così male, c’è addirittura una sezione audio stream.

[UPDATE 3 Marzo]

- Spordicamente seguo il blog di Grazia (mi capita di andarci su perchè lo citano altri) e mi sono accorto che ci scrive anche Bruno Vespa: chissà se è davvero lui.

- Intanto Stefano Quintarelli ed altri scrivono e firmano una lettera aperta allo stesso Bruno Vespa.

- Alcuni blogger hanno realizzato una discussione video organizzando un live collegandosi in diretta, confrontandosi proprio su quanto è stato detto alla trasmissione di Bruno Vespa. Anche ieri si è tenuta su Internet una puntata di Web to Web - W2W, una trasmissione spontanea autogestita dai blogger.

Written the 26 February 2008 8:27 pm in Voice over Net, Blogging

 Piccoli Moncalvo crescono

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Insomma, io scrivo come te un blog personale, non sono un giornalista nè ho la pretesa di fare informazione ma getto nella ragnatela di Internet i miei pensieri, sogni, le mie paure e le attività che mi piacciono.
Questa abitudine del denunciare per diffamazione i blogger è davvero di pessimo gusto: lo era anche quella di chiudere progetti come Coolstreaming o forum pubblici che contengono discussioni e contenuti non offensivi ma che riguardano nello sviluppo delle conversazioni, segnalazioni e dibattiti a volte interessanti, che non troveremo neanche sui blog o su altre fonti di informazioni più autorevoli e soprattutto moderate.

Non è necessario andare lontano e parlare di Allah per essere colpiti: da oggi comincio a preoccuparmi anche io nel caso mi venga l’idea di citare sul blog un giornale o fare uno screenshot ed una scansione di un articolo.

Ok, forse dovrei focalizzarmi su “problemi più importanti” ma se un giorno questo blog si trasformasse (come è da tante altre parti) in un chiacchiericcio da bar(camp) io ne andrei fiero lo stesso. E non per il numero di persone ma perchè vuol dire che c’è voglia di conversare e di esprimere in libertà la propria opinione. Denunciàteci anche per questo e siamo alla frutta.

Written the 26 February 2008 4:00 pm in Voice over Net, Pamphlet, Blogging

 Pensavo fosse un comico invece era Beppe Grillo

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Non dire che non te l’avevo detto ed è per questo che sono ancora una volta d’accordo con Alessandro Gilioli.

Le liste civiche di Beppe Grillo sono qui. Non me ne importa, non voto nessuno, neanche chi ci mette (solo) il blog.

Se solo in questo Paese ognuno facesse il mestiere che gli viene meglio. Beppe Grillo faccia il comico.

[UPDATE]

- In sostanza anche io ho gli stessi dubbi di Mantellini sulla certificazione delle liste civiche: ma li ho anche quando a farle sono i politici locali. Sia chiaro che il mio è un punto di vista da..anarchico.

Written the 25 January 2008 1:59 pm in Comix, Pamphlet

 Raccontare verità come fossero bugie

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Sono pochi quelli che sono capaci di raccontare verità come fossero bugie così come non tutti sanno far piovere: l’effetto because del quale parla Gaspar si può ricollegare in qualche modo anche alla polemica sul Nanopublishing, a come guadagnare con il blog.
E penso anche io da sempre che è più conveniente e renumerativo farlo non solo nel mercato Italiano scrivendo ed avendo la padronanza di una lingua straniera, magari l’EN.

Ieri sera pensavo alle parole di Hugo Pratt tra un augurio scontato e l’altro: “si dice che Borges abbia insegnato a raccontare bugie come fossero verità,io da lui ho imparato a raccontare verità come fossero bugie

Aveva completamente ragione: a volte è così che vedo i blogger, capaci di raccontare verità come fossero bugie. E forse spinti dal voler monetizzare il loro piccolo blog danno il peggio quando avviene proprio l’opposto: raccontare bugie come fossero verità.

Written the 25 December 2007 12:05 pm in Blogging

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