Sembra che il post precedente, “non sono una blogstar“, cada a fagiuolo in questo caso. In questi giorni sono stato lontano dalla Rete: stamane apro qualche blog e tumblelog e scopro che il servizio Blogbabel, la classifica dei blog italiani, è stato temporaneamente sospeso. Perchè?
C’è chi dice sia un problema di licenza dei contenuti (ma i blog non sono quasi tutti almeno sotto licenza CC?) mentre altri sospettano che questa storcere il naso sia causato da alcune richieste di cancellazione (se così fosse sarebbe quanto meno ridicolo).
In fin dei conti la domanda che mi pongo è sempre quella nel titolo del post: ma la blogosfera (aggiungerei italiana) è collaborativa?
Il progetto 10 domande è un esempio lampante di come i blog non siano riusciti finora a sfruttare un occasione del genere per raggiungere un audience più largo ed essere determinanti anche fuori dalla Rete.
L’insieme dei blog riuniti sotto Blogbabel (per altro non in maniera automatica ma avendo sottoposto il proprio blog al servizio) costruisce una torta di contenuti che sono già a disposizione dei lettori: è possibile che un manipolo di complottisti o arroganti curi un interesse individuale così forte da mettere a repentaglio quello collettivo?
Il progetto 10 domande è un esempio lampante di come i blog non siano riusciti finora a sfruttare un occasione del genere per raggiungere un audience più largo.
La stessa domanda se la pone anche Luca ma vorrei andare oltre: che interessi ha chi scrive e realizza un blog se non quello di condividere le proprie idee anche con un certo stile esibizionista ed egocentrico?
Blogbabel non credo sia il grande fratello dei blog: solo l’idea del social big brother mi nauseva.
Ci si lamenta dei vari Bruno Vespa e dell’immagine che esce fuori dai blog: a pensarci bene la blogosfera italiana, come quelle degli altri Paesi, è lo specchio della nazione nella quale si sviluppa. Viaggia tra le sue contraddizioni, gli interessi, le raccomandazioni, l’assenza di meritocrazia.
E’ proprio di meritocrazia che si parla: in Usa esiste Techmeme (ok è una cosa diversa) ma credo che mai nessun blogger abbia accusato quel servizio di sfruttare le proprie risorse o di sentirsi danneggiato. In Italia Blogbabel ha erroneamente puntato su un sistema meritocratico che non solo è carente nella società italiana ma reputo da sempre sbagliato nel contesto al quale viene applicato: contare link, parlare di autorevolezza non porta a nulla.
Non è possibile mettere a confronto (e stilare dunque una classifica) la qualità di due o più blog. Sarebbe come dire cos’è più buono tra una carbonara ed un piatto di bucatini alla amatriciana. A me piacciono entrambi ma mi danno sensazioni di gusto diverse.
E’ così anche per i blog e ad esempio i libri: anche lì c’è una classifica ma riguarda quelli più venduti, ovvero letti e dunque in qualche modo “linkati”. Qualcuno si poneva una domanda tempo fa (non trovo il link ma se qualcuno me lo segnala sarei contento): sareste disposti a pagare per leggere i blog? Sinceramente da parte mia considerando l’andazzo generale della blogosfera italiana la risposta sarebbe abbastanza negativa.
Mentre in Tv vanno in onda dibattiti mirobolanti su questioni fondamentali per il futuro del Paese leggo che Blogbabel è offline. Ebbene si la classifica dei blog italiani è giù.
A far tirare su il morale degli italici bloggerini ci pensa il cardinale Ruini: le sue dichiarazioni di qualche giorno fa all’assembla dell’USMI (non chiedetemi cos’è) sono rivoluzionarie.
“Suore navigate su Internet ed aprite dei blog“.
Ma lei Ruini c’è l’ha un blog? Sembra di no: googlando purtroppo ci finiscono di mezzo altri che hanno la sfortuna di avere lo stesso cognome.
Che bello: la vedo già la classifica dei blog del Vaticano, una vera e propria Blogbabele con tanto di chierichetti a mendicare link. Lascio immaginare a voi il probabile Beppe Grillo della situazione.
Sono contento che molti di voi abbiano accolto l’appello sulla Privacy che segnalai qui, tutto è rientrato con il ritiro dell’emendamento.
Ieri sono scoppiate grosse polemiche sulla classifica dei blog italiana, Blogbabel (oggi nuovamente stravolta dal congelamento anche dei feed di Beppe Grillo) riguardo feed gonfiati: i grossi cambiamenti cercano di rendere questa classifica più indipendente dalle fonti esterne.
Come ho sempre detto questa hit parade dei blog rimane per me un gioco, per altri evidentemente no: ed allora, perchè non fare qualcosa di significativo invece che indossare delle semplici magliette rosse?
Sto parlando dell’assurda quanto disgustosa situazione in Birmania.
L’appello STOP Blogging for Birmania è questo: sarebbe carino che i primi 100 blog della classifica di Blogbabel, quelli di Blogitalia, tu che hai e scrivi su di un blog ma te ne freghi altamente (e fai bene) di queste classifiche, per un giorno terresti chiuso il blog con un gesto nel nostro piccolo forte.
[UPDATE 1 Ottobre 12:00] E’ bello sapere che ognuno fa sentire la propria voce a suo modo: certo un badge non cambierà la situazione ma è comunque un gesto, come quello più estremo al quale ho pensato. Da queste parti ci sarà lo STOP AL BLOGGING ALMENO FINO A MARTEDI’ con segnalazioni ed aggiornamenti in questo post riguardo la situazione.
- Date un’occhiata a queste Foto su Flickr, mentre ci sono video su Mizzima Tv e aggiornamenti su Mizzima.
- Centomila in protesta (video), l’escalation di violenza aumenta (video).
- Su Facebook è possibile partecipare a questo gruppo (solo se sei registrato purtroppo) e seguire le discussioni.
- D’Aguanno mi segnala un ribbon da inserire nei blog.
- E’ possibile firmare anche una petizione anche se online ce ne sono diverse: via Robie ad esempio leggo la possibilità di potrestare usando il numero 1081081081234 come ricerca su Google.
- In tutto il mondo ci sono manifestazioni in piazza: in Italia a Milano domani alle ore 16:30, in Piazza della Scala, ci sarà la “Manifestazione Contro Repressione Birmana”. L’evento è organizzato da Amnesty International che ha creato anche questo appello per far terminare la repressione.
- La foto sopra rappresenta la morte del fotografo Kenji Nagai colpito da un soldato: il Corriere ha inserito (con indubbio gusto e segnalondolo in home con un accecante “rosso”) il video choc qui (su YouTube qui).
- Questa è la lista delle aziende che hanno avuto (o hanno ancora) a che fare con il regime della Birmania.
- Il blog 1972 pubblica e racconta pensieri bellissimi ed al tempo stesso inquietanti riguardo la Birmania. Da oggi laggiu SONO ISOLATI ANCHE DA INTERNET, leggi qui.
- News giornaliere sono presenti in questo articolo della BBC.
- Insieme a blogger di tutto il mondo stiamo organizzando una Blog Action per la prossima settimana in modo da protestare riguardo la scandalosa situazione della Birmania. Nei prossimi giorni maggiori informazioni, seguite questo post: abbiamo organizzato per il 4 Ottobre il Free Burma! day.
Someone (tonsai) in the comments has asked me an English Version of the post. Is here.
I’am so happy that many of you have received the appeal about Italian Privacy law that i signaled here.
Yesterday are burge very large controversies about the Top 100 Italian Blog, Blogbabel (today again twisted by the freezing also of the Beppe Grillo’s Feed) concern the RSS Feed swelled: many changes try to make this rating more independent from the otuside sources (as Feedburner, Technorati, Google Blog Search).
As I have always said this hit parade of the blog remains a game for me, for others evidently not: so, why not to do something of meaningful instead than wear some “simple” red T-shirts about Burma situation?
I’m talking about the absurd and disgusting situation in Birmania, the monks protest (read this article by BBC).
The appeal STOP Blogging for Burma (that is Birmania in Italian) is this: the first 100 blog in Blogbabel and Blogitalia (another rank), and you that write in a blog but don’t care about hit parade, can close your blog for a day (one, two..), stop blogging or talking only about Burma protest. It’s a big thing in our “little” Net world.
My friend Stefano has already close his blog: and you ?
[UPDATE October 1, 12:00am ] It’s pretty to know that everyone makes to feel the own voice to its way: sure, a badge will not change the situation but it is however a gesture, like that most extreme next to which I have thought.
I STOP MY USUAL BLOGGING ABOUT TECHNOLOGY AT LEAST UNTIL TUESDAY with update and suggest on this post only about monks protest.
- Monks protest: 100000 march (video), Violence escalates in Myanmar (video)
- There is this group on Facebook and follow the discussions (you need to register).
- An Italian blogger, D’aguanno, signal me this ribbon.
- It’s possible to sign this Petition (online there are many petitions): via Robie i read this number, 1081081081234, to add on your blog in order to help the Google search.
- Around the world theare are protest in public square: in Italy, tomorrow on 4.30pm there is one in Milan, Piazza della Scala. The event is organize by Amnesty International that create a petition here.
- The photo on top is the death of Kenji Nagai, a photoreporter: this is the choc video (YouTube video is here).
- Read this list of companies which appear to have some form of relationship with Burma that “providing direct or indirect support, mostly financial, to the military junta”.
- Incredible: Internet is cut in Birmania, read here !!
- You can read this article by BBC with news about Burma
- With a list of blogger around the world (Europe,Us,Asia) we are organizing a Blog Action Day to favor of Burma in next days. Please, follow this blog and post, we need your help and approval: Free Burma! day.
Due aspetti fondamentali della Rete che a mio avviso sono intrecciati tra loro sono ordine di discussione in questi giorni.
Il primo riguarda il futuro dell’informazione online e nel caso specifico dei video: tra IPTV, web-Tv e quant’altro nel futuro prossimo ci troveremo molti contenuti (accade già ora) visivi che sostituiranno o saranno integrati in parte da quelli testuali.
Ed allora si pone il problema della censura o addirittura della creazione di un Moige: esistono già estensioni per Mozilla Firefox e software per filtrare i contenuti per il pubblico meno adulto. E’ possibile fare lo stesso nella Tv tradizionale mediante l’utilizzo dei set top box. Read more - Continua a leggere »
Ebbene si da qualche giorno sono tornato: se ne sarà già accorto qualcuno leggendo il mio Twitter.
La vacanza alle Cinque Terre è stata davvero bella ed indimenticabile: la scelta dell’ostello Ospitalìa del Mare è stata azzeccata, di sicuro mi vedrà nuovamente ospite in futuro perchè il rapporto qualità/prezzo è davvero ottimo ed il servizio privo di sbavature.
Le foto della mia avventura Ligure le trovate su Flickr. Come sempre tornare è abbastanza drammatico ed il ritmo della vacanza a volte ti stende e ti tira giù: ma qui siamo forti ed allora si riprende a bloggare, a studiare ed a lavorare. Vi aspetto su OneWeb20 e ad Settembre mi vedrete scrivere di tecnologia anche altrove, non vi anticipo nulla…
Mi sono perso tante cose accadute in questi giorni come il down di Skype, l’uscita del nuovo Movable Type confrontato con il nuovo Wordpress, le riflessioni su Technorati riguardo Blogbabel, l’idea (non così male) del Blog Action Day, la querelle Robin Good vs Google poi risolta ma che evidenzia un problema importante riguardo norme e diritti digitali, l’aumento dei blog con il ribbon del iWordCamp e le lamentele di chi è ormai stufo di Wordpress.
Il blog ha bisogno di un forte restyling quindi aspettatevi per Settembre grosse novità: ci sto lavorando e se qualcuno volesse contribuire e dare una mano per cambiare grafica, layout e far crescere i contenuti è il benvenuto: sto pensando infatti anche ad una traduzione professionale in En quindi se anche sei un interprete scrivimi via email.
Dopo aver segnalato la lista dei 50 migliori business eccone spuntare una nuova, questa volta all’incontrario.
Technobabble ha infatti realizzato (con critieri ovviamente opinabili) una top 50 dei migliori analisti di blog facenti parte di aziende e centri di ricerca come Hitwise, Forrester, Redmonk. Al primo posto c’è James Governor di Redmonk.
Tutto ciò mentre Luca segnala il lancio da parte di Wikio di Wikio blogs e della sua Top 300 dei blog più quotati. Questi sviluppi sono frutto dell’investimento di 4 milioni di euro? Staremo a vedere.
Il fatto di non essere presente nei primi 300 blog della classifica di Wikio non mi preoccupa così come quello di non essere tra i primi 100 in Blogbabel o su Blogitalia: aumentano invece i miei dubbi sulla reale utilità di queste classifiche (e delle relative metriche) che non potranno mai tenere conto della qualità dei contenuti.
Forse ultimamente parlo troppo di Wordpress, ma è la piattaforma che uso per curare questo spazio. Matt Mullenweg ha rilasciato una curiosa lista (di seguito), riguardante le ricerche che vengono effettuate sul sito Wordpress.org. Mi ricorda un pò il lavoro che sta facendo Ludo riguardo i feed dei blog italiani; ci sono ovviamente differenze sostanziali, qui si parla di una hit parade delle ricerche, una semplice Top Searches, lì c’è un analisi sui Feed Rss più articolata che ha come scopo migliorare la classifica aggregata di Blogbabel per comprendere le dinamiche della blogosfera. Sarebbe interessante comunque ricevere una lista del genere anche per la comunità di Wordpress: per ora non è possibile ma pare che il buon Matt ci stia lavorando.