Appunti Sparsi: Dario Salvelli's Tumblr

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 MClips: Microsoft Italia si apre al blogging

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La notizia è stata data ieri durante l’incontro che si è tenuto a Roma tra Microsoft Italia ed i blogger: Microsoft Italia ha deciso di lanciare un’iniziativa unica nel suo genere aprendo un canale di comunicazione diretto, un blog multiautore (circa una trentina) nel quale chi lavora in Microsoft potrà scrivere i suoi pensieri, le attività che svolge in azienda e quant’altro.

Il blog da segnare nei feed è MClips: la piattaforma sulla quale gira il blog non poteva che basarsi sull’ASP ed il Communication Server, i contenuti sono disponibili su licenza Creative Commons, ci sono dei termini d’uso ed un informativa sulla privacy mentre manca una Policy del blog e degli autori che venga condivisa non solo all’interno dell’azienda ma anche con il pubblico, i lettori. Tutto questo mentre ieri, un po in sordina, è stato rilasciato il Service Pack 1 di Windows Vista.

L’incontro di ieri è stato interessante perchè è stato possibile chiacchierare in piccoli gruppi con i rappresentanti di Microsoft Italia delle loro strategie, idee, anche se non hanno voluto sganciare nessun dettaglio sull’offerta fatta a Yahoo!. In ogni modo la sala era piccola, molti non sono venuti, l’evento è stato per nulla informale e markettaro anche se mi chiedo ancora se servano e siano veramente efficaci gestiti in questo modo (mi rendo conto però che una classica “convention” sarebbe stata noiosa ed improponibile): i tramezzini e le tartine c’erano (per buona pace di Metitieri) ma sono stato così impegnato a discutere (putroppo non con tutti e me ne rammarico molto) che non ho mangiato quasi nulla se non un invitante cuscus e qualche dolcetto finale.

Insieme a Stefano Mainardi ed Orazio Tassone abbiamo torchiato per circa un oretta e mezza Pier Paolo Boccadamo, Platform Strategy Director e Business Marketing Organization di Microsoff, che ringrazio pubblicamente per la disponibilità: ci sarebbero tante cose da dire e scrivere, magari ne parlerò in un altro post anche se forse avrei dovuto registrare qualche contenuto, è stata una discussione lunga e molto interessante.

[UPDATE]

- Le prime impressioni di: Business&Blog il blog di Digital PR, l’agency che ha organizzato l’evento, e Nicola Mattina.

- Dimenticavo il pseudo live-blogging di Giovy che ha scritto un po a fine serata con il suo Asus EEE PC.

- Un impressione su MClips l’ha scritta Alessio qui mentre Stefano delinea alcuni dettagli della nostra chiacchierata con Boccadamo.

- Business & Blog analizza (certo da un occhio non obiettivo al massimo) MClips qui e qui.

- Ho dimenticato di citare l’ottimo resonconto di Andrea che è riuscito con abilità a parlare di tutto nel tentativo di scucire qualche indiscrezione.

Written the 5 February 2008 12:23 pm in Voice over Net, Software, Blogging

 Il Web 2.0 nel 2007 e le previsioni per il 2008

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A fine anno si tirano sempre le somme, che siano vicende personali o meno. Per questo voglio riportare quanto Steve Rubel ha scritto in questo post nel quale ha tentatato di realizzare una chart dei Trends che si sono diffusi in tutto il 2007: per farlo ha utilizzato Google Trends.
Non si è focalizzato su di un sito web o servizio preciso ma ha suddiviso la sua piccola analisi in tre categorie: Social Networking, Micro Blogging (qui Steve ha fatto un eccezione poichè il termine non è abbastanza usato dunque ha preferito analizzare direttamente Twitter) e Web Applications.

Per quanto riguarda il Social Networking ho scoperto con sorpresa che nel 2007 l’Italia è all’ottavo posto nell’utilizzo di questo strumento e che come lingua più usata dopo l’Inglese c’è l’Italiano. E’ un dato confortante ma degno di una qualche riflessione perchè proprio ieri si parlava di monetizzazione dei blog in funzione della lingua. Steve parla di un evoluzione dei social network non più come un gruppo di siti e piattaforme in competizione tra loro: tra un po non penseremo più a Facebook come ad un sito ma come ad una “feature”, una caratteristica vera e propria della nostra identità digitale?

Mettere in contrapposizione Twitter (il Micro Blogging) al Blogging non so se sia esatto e la migliore soluzione ma alcuni risultati anche qui sono sorprendenti: il superamento nel mese di Aprile di Twitter sul blogging e la forza di Twitter in Giappone. Anche qui l’Italia si piazza al nono posto e la lingua italiana al terzo. Il Blogging rimane importante ma ormai sempre più frequentemente si trasforma da “personal” in un’attività prettamente professionale con dunque ricavi ed uno sguardo al ritorno negli investimenti fatti: sarebbe utile secondo me porsi la domanda di quanti blog personali leggiamo, quanti veramente lo sono e quanti sono personali ma hanno una base professionale. Insomma ci sono tante differenziazioni: qualcuno per scelta ha deciso anche di abbandonare la lettura dei blog personali e si dedica soltanto alle fonti principali, ai blog più letti e professionali. Anche questo è un trend da valutare.

L’ultima analisi riguarda le Web Applications: nessuna novità, Google domina molto con le sue applicazioni anche se nell’ultimo anno è stato contrastato molto in questo settore sia da Microsoft che da Apple. Ancora non c’è un uso massiccio da parte delle persone delle web apps: l’Italia in questo caso è al settimo posto e la lingua italiana si posiziona al terzo.

Mi trovavo a giocare con Google Trends ed ho curiosato un po usando la funzione Hot Trends: ho guardato cos’è andato per la maggiore in Usa nel giorno di Natale ed ho scoperto che forse tra i regali di Natale degli americani c’era l’interesse per i layout di MySpace del nuovo anno, per Zune (quanti avranno regalato Zune?), per iTunes (quanti avranno regalato un album o un iPod?).

Andiamo invece agli insuccessi del 2007 ed ai listoni di fine anno: PC World ha stilato questo per l’anno 2007. Volete sapere qual è stato il flop più eclatante? Windows Vista!

Chiudo con uno sguardo al futuro ed alle previsioni per il 2008 in ambito tecnologico di Kevin Rose che condivido: Tumblr acquistato (non è poi una grande previsione), un iPhone 3G, finalmente una maggiore adozione di OpenID da parte dei siti web e dei servizi, la lotta nell’e-commerce tra Amazon e Google(Checkout?)/Microsoft/Facebook(?), una forte monenitazzazione dell’overlay video advertising.
Sono d’accordo e per questo voglio sottolineare ciò che Kevin dice: “My family still won’t understand RSS, or use it“.
Accidenti è vero, la mia famiglia ed i miei vicini di casa nel 2008 forse ancora non capiranno cos’è un feed RSS e soprattutto non lo utilizzeranno. Una previsione questa che fa riflettere.

[UPDATE December 27]

- Anche Valleywag stila una lista di 25 previsioni per il 2008: tra le più interessanti quella sul boom dei videoblogger (in Italia non ancora), l’HD che sbarca su YouTube, Digg venduto da Kevin Rose per 200 milioni di dollari, Twitter rimane indipendente così come Facebook, il Wall Street Journal segue la scìa degli altri e diventa free.

- PC World stila poi un’altra lista riguardo i migliori 25 prodotti del 2007: al primo posto c’è Google Gears.

Written the 26 December 2007 12:18 pm in Voice over Net, Web 2.0

 Raccontare verità come fossero bugie

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Sono pochi quelli che sono capaci di raccontare verità come fossero bugie così come non tutti sanno far piovere: l’effetto because del quale parla Gaspar si può ricollegare in qualche modo anche alla polemica sul Nanopublishing, a come guadagnare con il blog.
E penso anche io da sempre che è più conveniente e renumerativo farlo non solo nel mercato Italiano scrivendo ed avendo la padronanza di una lingua straniera, magari l’EN.

Ieri sera pensavo alle parole di Hugo Pratt tra un augurio scontato e l’altro: “si dice che Borges abbia insegnato a raccontare bugie come fossero verità,io da lui ho imparato a raccontare verità come fossero bugie

Aveva completamente ragione: a volte è così che vedo i blogger, capaci di raccontare verità come fossero bugie. E forse spinti dal voler monetizzare il loro piccolo blog danno il peggio quando avviene proprio l’opposto: raccontare bugie come fossero verità.

Written the 25 December 2007 12:05 pm in Blogging

 La mia esperienza con il Nanopublishing

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E’ quasi un anno ormai che collaboro con Html.it come autore di OneWeb20: in questo periodo anche lì sto scrivendo poco come per Appunti Digitali progetto di Hardware Upgrade. Anche in questo secondo caso purtroppo da quando ho cominciato a collaborare ho scritto in termini di numeri pochissimo non riuscendo a fornire un apporto costante, caricando di lavoro lo staff di autori con i quali pubblicamente mi scuso: volevo attendere le vacanze natalizie per poter decidere in una decisione o nell’altra, quella di lasciare il progetto che mi auguro riscuota i consensi sperati.
Oggi ho avuto via email una comunicazione da parte di Hardware Upgrade che non faccio parte più dello staff di Appunti Digitali proprio per il poco impegno: comuncarlo via posta elettronica e con poche righe non è certo una bella cosa ma non me ne rammarico, avrei preso una decisione simile di mia spontanea volontà.

Vi racconto tutto questo perchè l’esperienza che ho naturato con il Nanopublishing mi è servita a qualcosa (almeno spero) e mi ha fatto capire che chi ci guadagna (economicamente) veramente non sono i blogger, chi scrive, bensì i proprietari dei network: ok non è una gran scoperta ma il panorama italiano dei network di nanopublishing credo sia deprimente e sottopagato. E’ come retribuire e costruire delle figure che non sono giornalisti e non hanno dunque un minimo contrattuale ma vengono (in parte anche giustamente) pagati in funzione del successo che il blog che curano ha e come in alcuni casi in funzione della raccolta pubblicitaria. Il mercato Usa è forse più generoso in questo settore ma anche lì non ci metterei la mano sul fuoco.
Le voci di pagamenti con 3$ a post che mi giunsero tempo fa mi fanno immaginare una nuova definizione: quella del blogger operaio o se baroccamente volete del blogger cinese, malpagato, declassato, come dice Rino Gaetano.

Ha ragione Calacanis, c’è bisogno di meno blog e più qualità: se proprio vuoi buttarti (magari ti stanchi e decidi di cercarti un lavoro vero :P ) in questo settore fallo bene o cerca un contratto per qualche grande redazione giornalistica online e sulla carta stampata. O se proprio vuoi collabori (magari gratuitamente e quando vuoi) a web zine come Stacktrace.

[UPDATE December 20]

- Il sottotitolo del post ora potrebbe essere: “è finita“. Anche Html.it infatti ha rescisso il mio contratto inaspettatamente: Orazio Tassone (responsabile di oneBlog.it) mi ha inviato oggi un email nella quale scrive che con questo post non ho adempiuto ad alcuni punti del contratto sottoscritto (vi dirò bene quali perchè per curiosità li ho chiesti) e che quanto ho scritto non è andato giù alla redazione. Beh, dopo aver letto il bigliettino di Buone Feste che mi hanno mandato la mail è stata ancora più amara perchè non mi sarei aspettato una reazione del genere.
Ho precisato ad Orazio nei commenti ed anche via mail scrivendo che:

Il post che ho scritto non riguardava il mio caso personale seppure abbia accennato ad Html.it ed a Appunti Digitali ma ad una situazione più generale riguardo questo settore visto dall’interno per un po anche in altri network. Nessuna accusa specifica verso nessuno, altrimenti l’avrei scritto esplicitamente prendendomene le responsabilità: per questo la tua reazione e quella redazione mi è parsa abbastanza esagerata ma in parte anche comprensibile.Il senso del mio post era quello di riflettere non solo sul valore economico (che spesse volte può essere secondario) ma anche sul valore reale dei contenuti che vengono scritti dai blogger, non soltanto per la solita (ed
anche abbastanza inutile) contrapposizione con i giornalisti e chi fa informazione in maniera professionale ma per soffermarmi sul ruolo, l’autorevolezza, i parametri del mercato e dei lettori. Certo non mi aspettavo una comunicazione del genere ma la accetto: vorrei precisare però che quanto scritto non deve essere inteso come ho già scritto nei commenti per accusare, sparare a zero e “sputare nel piatto in cui si mangia o è mangiato” ma ci sono esclusivamente fini di analisi. Per dire un post così e più articolato andava bene anche su OneWeb20; non credo che in quel caso fosse stato visto come scritto di “complotto” o “accusatorio”. Peccato, davvero peccato, da Html.it non me lo
sarei mai aspettato.

- Come comunicatomi da Orazio pare che non abbia rispettato due punti. Il primo è il limite minimo di post (non so se tutti l’abbiano fatto nel network Oneblog ma mi sa tanto di scusa da trovare) da scrivere al mese (finora non sempre ero riuscito a rispettarlo ma mai nessuno aveva fatto storie). Il secondo riguarda l’aver arrecato un danno d’immagine a OneBlog.it: l’immagine non si scalfisce da un post se si lavora bene e la si costruisce automaticamente senza tanti fronzoli. Anzi è in situazioni del genere rispondendo in questo modo che la si mette a rischio facendola vacillare: ai miei occhi, indipendentemente dalla querelle, quella di Html.it (che ho sempre stimato e continuo a farlo) è già leggermente scesa.

Written the 19 December 2007 8:32 pm in In my mind, Voice over Net, Web 2.0, Blogging

 Socialità e condivisione. I commenti sui blog e l’ansia da prestazione

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Sembra che in giro tiri una brutta aria tra i blog italiani: che soffrano di una qualche insofferenza?

Questo non vuole essere un rant ed anzi ero dubbioso se scrivere qualcosa del genere perchè in passato ne ho già parlato così tanto che ora mi vien la noia e vorrei soffermarmi più su nuovi servizi e segnalazioni più divertenti ed utili ma sarò breve: si parla spesso di socialità e di condivisione - termini abusati in questo mondo del 2.0 a manetta - ma si fa poco per attuarla veramente. A partire dai commenti ai post sui blog: raramente mi soffermo a commentare i blog che leggo soprattutto per mancanza di tempo e per non riempire se ho poco da dire la sezione dei commenti con un “sono d’accordo” o come molti fanno per autopromuoversi con l’URL del proprio blog o lasciare altri link quasi al limite dello SPAM. E’ vero ci sono personaggi del genere, non lo nego.
Non so voi come la pensate ma spesse volte quando commento a me fa piacere lasciare il link (se non c’è possibilità di fare un trackback) nel quale anche io ho parlato dello stesso argomento magari sul mio Tumblr o su questo stesso blog: non solo per contestualizzare con quanto scritto dall’autore, stimolare la discussione con gli altri ed integrare con un punto di vista diverso che l’autore del post potrebbe (ed è molto probabile che nel mio caso sia così) non aver letto (sarebbe inutile ripeterlo nuovamente nel commento). Peccare di modestia in questo caso ti fa sembrare agli occhi degli altri uno che vuol farsi pubblicità sul blog di un altro: come se non ci fossero strade più redditizie (ad esempio quella di scrivere sul proprio cose interessanti).

Ed ecco che dunque tutto ciò viene scambiato come mi ha comunicato Luca Conti via email (leggetevi il post linkato sopra) per autopromozione e per una corsa al “l’avevo detto anche io, l’ho scritto prima io“: parlare di competizione tra blog (passi anche quella tra le persone) non solo è ridicolo ma grottesco e mi porta alla mente le diatribe tra giornalisti tra gare allo scoop, esclusive. Qui nessuno deve vincere il premio Pulitzer ed il mio blog non è Novella 3000: non lo è neanche quello di Sw4n per fare un esempio che riceve più commenti ogni giorno e non parla certo di tecnologia o altre pappardelle hi-tech.

Toglieteli i commenti se non li volete anzi fate come Boing Boing o il Corriere, inserite registrazioni ostiche da far passare la voglia, eliminate la possibilità di inserire l’URL di chi commenta e risolvete: dopo però non venitemi a parlare di socialità e condivisione nè lamentatevi se su Twitter, Jaiku o altro c’è chi vi segnala un post.

D’ora in poi torno all’antico ed al rimpianto (in questo caso) 1.0: l’anacronistico ma sempre affidabile commento via email.

Written the 3 December 2007 12:36 pm in Pamphlet, Blogging

 Google Reader si rinnova con due nuove funzioni

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googlereaderlayout.jpg

Questo è il layout che mi appare stamane: se per leggere i feed RSS utilizzi il lettore Google Reader te ne sarai accorto. Il team di sviluppo ha lanciato due nuove funzioni: “Recommendations” ed il “Drag and Drop“. Vediamo in breve quali sono.

Read more - Continua a leggere »

Written the 30 November 2007 10:34 am in Voice over Net, Blogging

 Ma valgono anche i blog su MySpace ed Msn?

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Il Telegraph segnalava che secondo un recente sondaggio nel Regno Unito (UK) ci sono circa 4 milioni di blog: da quelle parti la densità di chi naviga su Internet è davvero altissima.
Mentre leggevo questo post di Franceschini mi chiedevo se valessero anche i blog aperti su MySpace, i famosi Spaces su Msn (il nome Windows Live è bruttino, lo usano ancora pochi) ed i blog scritti dagli immigrati (o emigrati fate voi).
Anche in questo caso si tende (insanamente) a classificare: i primi, quelli che usano MySpace ed Msn, secondo alcuni appartengono alla categoria dei “tamarri” mentre i secondi a quella più sfortunata dei “rinnegati”, forse perchè come dice Bennato han “rotto tutti i ponti con il passato”. Per fortuna che la Rete è ancora così democratica da permettere la pacifica convivenza degli uni e degli altri: messi numericamente tutti insieme quei quattro milioni fanno un mainstream secondo te?

[UPDATE November 29]

- A proposito di blog e dipendenza dalla tecnologia: quando chiesi di restare per qualche giorno senza leggere gli RSS ricevetti tantissimi commenti impossibili e negativi. Ora un giornalista racconta la sua esperienza di una settimana senza PC, palmare, Tv digitale, insomma tutta la recente tecnologia; l’idea non è originalissima ma può servire di tanto in tanto a far riflettere.

- Non conoscevo la voce su Wikipedia Italia concernente la Netiquette dei blog: la Blogtiquette è frutto di questo post di Gidibao.

- E se poi le carriere vengono rovinate perchè hai pubblicato qualcosa di non proprio corretto su MySpace? Pensaci due volte eh.

Written the 26 November 2007 5:00 pm in Pamphlet, Blogging

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