Appunti Sparsi: Dario Salvelli's Tumblr

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 Songerize, Songza, Muxtape, Mixwit: la rivoluzione delle playlist di musica

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In queste ore parlano tutti di condivisione della musica e di creazione di playlist: come se ci fossimo dimenticati di servizi come Last.fm che consentono anche di scoprire gruppi emergenti (anche se la soluzione ideale di scouting rimane probabilmente sempre Myspace).

In principio fu Songza, un motore di ricerca per la musica semplice e veloce con il quale cercare ed ascoltare in streaming le canzoni senza poterle scaricare. Recentemente è diventato anche più “social” con la possibilità di crearsi un profilo e l’integrazione con servizi come Twitter. Songza ha un database ampio anche perchè pesca i suoi risultati dal database dei video di YouTube proponendone solo la traccia audio.

Poi venne Songerize che utilizza il noto motore di ricerca per file audio (ed anche video) SeeqPod: l’aspetto interessante di Songerize come per Songza è quello minimale, la semplicità d’uso nella scelta tra il titolo della canzone e quello dell’artista. Cliccare sul tasto play del piccolo lettore di flash rende l’esperienza d’uso molto piccola.

Le rivoluzioni però vengono anche quando si riesce a modernizzare le cose antiche ed a darne una nuova forma: è il caso della musicassetta, il nastro che tutti abbiamo utilizzato per sentire i nostri cantanti preferiti o registrarci sopra gli scherzi telefonici. Se date un’occhiata a Tapedeck scoprirete tanti vecchi modelli divisi per marca, qualità e durata. Qualcuno quindi ha pensato: perchè non creare e condividere playlist portando la vecchia musicassetta anche sul Web?

Ed ecco che nacque Mixwit segnalato da Mashable e tanti altri: come vedete sopra nell’animazione è possibile realizzare una vera e propria musicassetta personalizzandone anche lo stile grafico. La registrazione è istantanea e l’interfaccia è molto semplice: la differenza con gli altri servizi è che Mixwit non consente di uploadare brani (in tal modo probabilmente vengono saltati problemi di copyright), ovvero di inserire ed inviare brani che avete sul PC direttamente sul sito per creare il vostro Mixwit.
Mixwit però usa la possibilità di raccogliere le tracce audio delle canzoni direttamente dalla Rete usando due soluzioni: facendo una scansione su alcuni dei motori di ricerca per audio ed MP3 (pensa ad esempio a Mp3gle) più noti come Skreemr ed il già sopra citato SeeqPod o scegliendo l’indirizzo web dal quale volete prelevare il brano (metti che c’è l’hai sul tuo host o hai trovato l’URL da qualche parte, magari su Google). In questo modo la possibilità di trovare canzoni per “intenditori” e meno commerciali diminuisce in maniera quasi esponenziale però trovo finora Mixwit ben fatto: metti che aggiungono anche la possibilità di fare anche un Upload? Chi odia il Flash comunque continuerà a snobbarlo.

Si parla sempre di Web 2.0 ma a volte ho l’impressione che il segreto del successo di alcuni servizi web sia da trovare in ciò che semplifica e diminuisce il nostro carico d’attenzione e lavoro: è per questo che Tumblr (pur essendo tecnicamente nient’altro che un blog) si è diffuso velocemente e scommetto sarà lo stesso anche per Muxtape.
Anche qui creare una playlist è davvero semplicissimo, basta un click: la mia è questa, puoi uploadare fino a 12 brani al giorno (fino ad un massimo di 10 MB per canzone) e ti consiglio anche di leggere per bene i Termini di condizione ed utilizzo riguardo il problema del copyright.

Muxtape lo vedo un pò come un Tumblr per la musica, con una musicboard che si alterna tra le musicassette “favorites” e quelle random o più “ascoltate”. E poi Google in questo modo indicizzerebbe e raccoglierebbe tutte le musicassette del mondo. Bello, no?
Sony ha rifatto da poco la sua linea Walkman: chissà che non rientri in auge anche il Walman sul Web.

Written the 4 April 2008 1:43 pm in Voice over Net, Music

 Quando i bambini fanno “je so’ pazzo”

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Oggi è Pasquetta ed il meteo nelle regioni italiane non dice nulla di buono: temporali, neve a bassa quota, nebbia. Insomma la classica gita fuori porta potrebbe essere rovinata.

Ed allora gli Italiani per consolarsi della stagione infame (considerando anche quella politica) hanno comprato ben 380 milioni di pezzi per il pranzo di oggi e durante la settimana santa (per molti ma non per altri) appena trascorsa. Otto italiani su 10 poi rimarranno a casa: in tempi di magro conviene anche tenerli da parte i soldini. Tanto il ponte del 1 Maggio sarà abbastanza lungo quest’anno.

Un aneddoto di vita vissuta però ve lo racconto, perchè mi va.

Io non sono credente, per me Pasqua è un periodo come un altro: ieri ero fuori strada con la mia fedele acustica (il regalo più bello che mi abbiano mai fatto in vita mia) che attendevo l’arrivo degli amici quando passano un gruppo di tre ragazzini, due fratelli ed una sorella. Qualcuno potrebbe chiamarli scugnizzi ma sono bambini come tanti altri che a causa di una qualche difficoltà di vivere crescono più in fretta. O semplicemente perchè sono molto vivaci: il più grande avrà avuto poco più di 11 anni.
Mi chiedono una sigaretta ma non sanno che non fumo: a grande richiesta mi esortano a suonare una canzone con il loro accento napoletano. Inizio con “La Canzone del sole” di Lucio Battisti: per la semplicità del testo e del motivo la conoscono tutti anche i più piccoli. Quasi meglio che l’Inno di Mameli.

Sono entusiasti di come suono (me la cavo ma come uno strimpellatore da osteria, anzi forse neanche) e attendo che arrivi qualche altra richiesta magari di qualche canzone più moderna: uno di loro in un lampo di passione mi dice “la sai quella dei Cesaroni?“. Io non so neanche chi siano questi Cesaroni e squoto la testa, infreddolito dal vento per nulla primaverile.

Così, mentre mi dicono i loro nomi raccontandomi della domenica di Pasqua, prendo un vecchio spartito di Pino Daniele: “la conoscete Je so’ pazzo?”. “Siiiii, dài suonala!!!“.
All’inizio mentre suonavo mi sentivo come “Papà Castoro” poi mi sono lasciato andare fino all’ultimo “je sò pazzo” con censura. La più grande, Marzia mi lascia dicendomi: “mi raccomando, non ti drogare nè fumare mai“. Ed io un po stupito: “guarda che dovrei dirlo io a voi. Non fumate o per lo meno se proprio lo dovete fare, fumate poco…“.

Vanno via al riparo dal vento e dal cielo grigio pedalando di corsa. Li sento da lontano cantare a squarciagola e fischiare: “Je so’ pazzo!“.

Written the 24 March 2008 11:54 am in In my mind

 Da Mtv ai video virali, da Microsoft Office all’online office con Live Documents

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Da Mtv ai video virali

Una volta c’erano i passaggi televisivi, le soundtrack pubblicitarie (entrambi mezzi ancora molto forti) ed i videoclip su MTV: oggi la promozione delle band e degli artisti passa anche e soprattutto per Internet e mediante i cosiddetti video “virali”.
Ho sentito termini come infiltrations ed esplosioni virali ma per me che non lavoro nel marketing è arabo e certi aggettivi fanno anche un po sorridere; è ironico (ma per chi ci lavora drammatico) quando le agenzie non riescono con lo stesso successo in quei casi dove invece vince la spontaneità.
Un giovane diciottenne inglese, Nick Haley, realizzò un video di 30 secondi per mostrare le potenzialità del suo nuovo iPod Touch: ricordo che anche Wired ne scrisse. Haley inserì nel suo breve video come sottofondo musicale una canzone di un gruppo brasiliano poco noto, gli CSS: Sfgate racconta tutta la storia segnalando che nelle settimane successive al video (quelle precedenti le vendite erano di 340 copie a settimana) la band ha venduto tantissimo copie dell’album uscito addirittura nel luglio 2006 arrivando a circa 2000 copie vendute in due settimane facendo grossi passi in avanti nella classifica del download degli MP3 e delle suonerie più scaricate dall’iTunes Store.
Piccola esperienza che può portare ad una riflessione per gli artisti (ancora scettici) e per chi lavora in questo settore: iTunes store sarà così potente che sfiderà anche i programmi di Oprah Winfrey il cui canale spopola su YouTube?

Live Documents e l’esplosione delle suite per ufficio online

Non so se usate ancora Microsoft Office, OpenOffice, alternative valide o vi affidate ai tanti servizi web che offrono online delle suite office quasi complete: uso spesso Google Docs ed una volta non disdegnavo l’utilizzo di OpenOffice ma con macchine poco potenti spesso si preferisce avere software senza fronzoli.

Live Documents (non fatevi ingannare dal “Live” non si tratta di Microsoft) è stato lanciato da poco e si tratta di una nuova suite realizzata in Flash: ne parla Zdnet in questo post riassumendone le caratteristiche principali.
Ho richiesto l’invito per provarla e spero nei prossimi giorni di mettere qualche screenshots: se ne dice un gran bene ma credo che il mercato sia già saturo di queste applicazioni, sbaglio?
Sridhar sul blog di Zoho (altro noto servizio web) l’ha definito come il problema dell’1%.
Mi chiedo se in futuro gli utenti continueranno ad usare Microsoft Office o si sposteranno definitivamente online: e la risposta non è ovvia nemmeno nel caso si lavorasse offline.

Written the 24 November 2007 6:51 pm in Voice over Net, Software, Music, Video

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