Appunti Sparsi: Dario Salvelli's Tumblr

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 In(s)comunica-bilità

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Sulla vicenda Papa Ratzinger che deserta La Sapienza a causa di questa lettera dei professori e della protesta degli studenti scrive Andrea:

Per questo non mi ha stupito la reazione di professori e studenti della Sapienza.
Il laicismo comporta il diritto universale di parola, anche a chi ha le scarpe di Prada.
Quello che si chiedeva a Guarini infatti non era di vietare a priori la venuta di Ratzinger, ma di preservare i valori della scienza moderna presentandogli il dubbio metodico guzzantiano con rigore filologico: “Ma io e te, aborigeno, che cazzo se dovemo dì?!”

Che poi Enrica metta sotto la lente d’ingrandimento i docenti italiani ed il loro modo di vivere la scienza forse è un altro discorso: ma gli studenti protestano solo in questi casi e non per lo stato dell’università italiana (strutture, riforme)? Manipolati.

[UPDATE]

Dotcoma è più severo sulla vicenda.

Written the 16 January 2008 12:30 pm in Pamphlet

 Discorso alla Nazione (ed alla Rete)

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Louie scrive un bel discorso alla nazione al quale mi sento di aderire con spirito “solidale” (cfr. animale):

Io, cari italiani, credo che nel corso del 2008 potremo raccogliere i frutti di un così fantasioso modo di fare politica.
L’anno trascorso ha visto anche la continuazione di alcune tra le migliori trovate dell’ingegno del nostro italico sapere. Delitti efferati sono stati commessi, Erba, Garlasco, Perugia, stragi spaventose come quella di Torino hanno saputo tenerci incollati alla Tv per ore e ore di avvincenti dirette televisive condotte da personaggi del cui valore morale nessuno può dubitare. Trasmissioni costruite ad arte per rendere più fruibile il dolore della perdita, per rendere serializzabile la violenza subita dai pochi a vantaggio dello svago dei molti.

Peccato che sul pessimo sito delle Teche Rai non sia possibile trovare i discorsi di fine anno di tutti i presidenti della nostra amata repubblica: non so quale sia stato il primo Presidente “youtubato” ma di certo lo scorso anno c’è finito Giorgio Napolitano con questo video. Anche quest’anno sarà così: Google is God, vero.

Buon 2008 a tutti.

[UPDATE January, 1]

- Come da tradizione anche Beppe Grillo ha realizzato il suo classico discorso di capodanno addobbato con la bandiera dell’Europa e quella dell’Italia: ecco il video.

- Anche Federico si è dilettato con il suo messaggio alla nazione: ha pensato di lanciare questo gruppo su YouTube. Follia di fine anno o cosa?

- Canemukka ha realizzato questa divertente vignetta:

2008dimerda.jpg

- Manfrys mi segnala che per fortuna ci ha pensato il sito del Quirinale a raccogliare tutti i discorsi dei presidenti disponibili a questa pagina.

- Fantastica segnalazione quella del montaggio dei discorsi di fine anno di Brežnev, Gorbačëv.

Written the 31 December 2007 1:08 pm in Eventi, Pamphlet

 Della morte e dell’odio

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Marco chiede come sia possibile craccare il Natale.
In Pakistan hanno già la risposta bella e pronta: il suono sgradevole delle bombe non è per nulla natalizio e dolce visto che Benazir Buttho non è arrivata neanche a capodanno. Mi chiedo quanti parlamentari italiani finora erano a conoscenza della Buttho; magari lo scopriremo al prossimo giro delle Iene.

Babbo Natale non solo non esiste ma evidentemente di sicuro non abita in Pakistan. E neanche nella White House.

[UPDATE December 28]

- Riprendo da Cattivamaestra questa frase di Buttho: “La democrazia è una condizione necessaria per la pace
e per erodere gli apparati terroristici
“.

- Via cfdp leggo di questo post riguardo la notizia della morte di Bhutto ed il suo svilupparsi nei blogs e su Twitter.

- Altro post di Zdnet che parla dell’utilità di Twitter in certi casi.

Written the 27 December 2007 3:45 pm in Voice over Net, Pamphlet

 L’Oriente alla conquista di Internet: l’Europa è già indietro rispetto all’Internet Cinese?

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Leggo che solo lo 0.4% di Facebook viene valutato 60 milioni di dollari ma non mi stupisco visti i precedenti: a fare l’acquisto è Li Ka-shing un magnate cinese, uno degli uomini secondo Forbes più ricchi al mondo. L’offerta, come anche altre non è unica e dunque plausibile.

Ho subito pensato però alla Chinese Internet fatta di suoi Digg e censure e mi sono spaventato: non temo uno scoinvolgimento delle nostre tradizioni anzi sono sempre convinto che si cresca solo nell’interscambio culturale ma si potrebbe arrivare a considerazioni riguardo il business ed il mercato.
Sono per l’Internet di e per tutti senza divisioni geografiche proprio perchè la Rete deve unire e non dividere, oltre le distanze ed i costumi: quando si parla del Net definendolo per bandiere secondo me si sbaglia. Gli utenti orientali (Asia ed India) sono miliardi, un mercato in crescita e da guardare con attenzione; l’Europa con un audience del genere può difficilmente competere in termini di numeri e non è detto che debba necessariamente farlo.

La sfida come sempre è nell’innovazione: per dire a me non stupirebbe scoprire una Palo Alto in qualche località Cinese. Magari esiste già e non ne siamo a conoscenza.

Written the 6 December 2007 7:01 pm in Voice over Net, Web 2.0, Pamphlet

 Mentire con le Statistiche

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Mentire con le statistiche

Non lo trovavo quando volevo metterlo a corredo di questo post ma poi ho spulciato bene nei bookmark: chissà cosa ne pensano i vari Pagnoncelli, Mannheimer, Klaus Davi perchè non si tratta di soli sondaggi.
Parlo del libro How to Lie with Statistics, “Mentire con le Statistiche” la cui edizione italiana è a cura di due autori italiani: c’è anche una voce su Wikipedia magari sarà un prossimo acquisto o un regalo da trovare sotto l’albero. A chi può interessare manipolare le statistiche a proprio piacimento?

Magari come cadeau natalizio è un po noioso ma secondo voi mentire con le statistiche sul Web è possibile?

Written the 5 December 2007 4:28 pm in Pamphlet

 Socialità e condivisione. I commenti sui blog e l’ansia da prestazione

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Sembra che in giro tiri una brutta aria tra i blog italiani: che soffrano di una qualche insofferenza?

Questo non vuole essere un rant ed anzi ero dubbioso se scrivere qualcosa del genere perchè in passato ne ho già parlato così tanto che ora mi vien la noia e vorrei soffermarmi più su nuovi servizi e segnalazioni più divertenti ed utili ma sarò breve: si parla spesso di socialità e di condivisione - termini abusati in questo mondo del 2.0 a manetta - ma si fa poco per attuarla veramente. A partire dai commenti ai post sui blog: raramente mi soffermo a commentare i blog che leggo soprattutto per mancanza di tempo e per non riempire se ho poco da dire la sezione dei commenti con un “sono d’accordo” o come molti fanno per autopromuoversi con l’URL del proprio blog o lasciare altri link quasi al limite dello SPAM. E’ vero ci sono personaggi del genere, non lo nego.
Non so voi come la pensate ma spesse volte quando commento a me fa piacere lasciare il link (se non c’è possibilità di fare un trackback) nel quale anche io ho parlato dello stesso argomento magari sul mio Tumblr o su questo stesso blog: non solo per contestualizzare con quanto scritto dall’autore, stimolare la discussione con gli altri ed integrare con un punto di vista diverso che l’autore del post potrebbe (ed è molto probabile che nel mio caso sia così) non aver letto (sarebbe inutile ripeterlo nuovamente nel commento). Peccare di modestia in questo caso ti fa sembrare agli occhi degli altri uno che vuol farsi pubblicità sul blog di un altro: come se non ci fossero strade più redditizie (ad esempio quella di scrivere sul proprio cose interessanti).

Ed ecco che dunque tutto ciò viene scambiato come mi ha comunicato Luca Conti via email (leggetevi il post linkato sopra) per autopromozione e per una corsa al “l’avevo detto anche io, l’ho scritto prima io“: parlare di competizione tra blog (passi anche quella tra le persone) non solo è ridicolo ma grottesco e mi porta alla mente le diatribe tra giornalisti tra gare allo scoop, esclusive. Qui nessuno deve vincere il premio Pulitzer ed il mio blog non è Novella 3000: non lo è neanche quello di Sw4n per fare un esempio che riceve più commenti ogni giorno e non parla certo di tecnologia o altre pappardelle hi-tech.

Toglieteli i commenti se non li volete anzi fate come Boing Boing o il Corriere, inserite registrazioni ostiche da far passare la voglia, eliminate la possibilità di inserire l’URL di chi commenta e risolvete: dopo però non venitemi a parlare di socialità e condivisione nè lamentatevi se su Twitter, Jaiku o altro c’è chi vi segnala un post.

D’ora in poi torno all’antico ed al rimpianto (in questo caso) 1.0: l’anacronistico ma sempre affidabile commento via email.

Written the 3 December 2007 12:36 pm in Pamphlet, Blogging

 In Italia si sta male (si sta bene anzichè no)

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Così cantava Paolo Rossi in un azzeccatissimo (come al solito) inedito di Rino Gaetano: spesso le classifiche, le hit parade, sono realizzate soprattutto per i media e per incuriosire i lettori, le persone, animare le chiacchiere da bar. Ricordo un articolo su Nòva tempo fa (non ricordo la firma) che ben descriveva come vengono fatti i sondaggi, le statistiche, l’esistenza di un presupposto preciso dal quale spesso si parte.

La notizia rilanciata da Repubblica in questo articolo è l’uscita del rapporto annuale dell’UNDP (United Nations Development Programme), il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, che ha condotto una ricerca per indagare in quale Paese al mondo si vive meglio tra i 175 membri delle Nazioni Unite.
I dati completi sono disponibili qui con tutti i valori e gli indici, quali quello HDI di sviluppo umano: indicare con un numero il tasso di benessere di una popolazione deve essere abbastanza difficile quanto improbabile da realizzare.
In ogni modo nella classifica al primo posto spicca l’Islanda mentre l’Italia si trova al ventesimo posto: vinciamo soprattutto (ottavo posto addirittura) come aspettativa di vita; sapevamo già di essere un Paese di anzianotti. Nel 2006 uscì questo report che indicava la Norvegia come best, miglior Paese.
Si tratta sempre di Nord Europa: che ci sia un esodo di massa verso quelle terre?
Grave errore perchè si inizierebbe poi a vivere male messi lì tutti insieme.

Consoliamoci: per una volta nella Penisola Italica non si sta poi così male.
E poi vuoi mettere avere una delle connessioni Internet più veloci al mondo?

Written the 29 November 2007 12:28 pm in Lost in Space, Pamphlet

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