Appunti Sparsi: Dario Salvelli's Tumblr

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 Statistiche su YouTube

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Segnalazione veloce ancora su YouTube: come annunciato sul blog ufficiale è stata lanciato YouTube Insight, una funzione che permette di avere a disposizione le statistiche dei video, conoscere meglio le persone che stanno guardando i filmati (chi sono, da dove provengono ed in che modo).
Molto utile per chi intende guadagnare utilizzando i video virali ed il video advertising: se hai già un account e sei registrato su YouTube basta cliccare sul bottone “About this video” raggiungibile dalla sezione “My account > Videos, Favorites, Playlists > Manage my Videos.”

Magari qualcuno inizierà a postare sui videoblog o sui blog le statistiche relative ai propri video e indici come Brand20 Index per i video virali avranno ora forse meno senso.

Written the 27 March 2008 5:08 pm in Voice over Net, Video

 YouTube a ruota libera in China?

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Una settimana fa circa YouTube era stato bloccato in Cina per i fatti che stanno accadendo in Tibet. Da qualche giorno sembra che il blocco sia stato rimosso e che quindi gli utenti cinesi possano navigare sul più famoso sito di condivisione video. In fin dei conti non è la prima volta che YouTube viene censurato.

Quanto può essere importante, pericoloso e fondamentale il controllo dei contenuti di Internet, in questo caso di YouTube? Quanto lo è, ad esempio, per un regime quale quello Cinese?

I dubbi che Google China collabori con le autorità cinesi inserendo dei filtri su YouTube sono leciti ma per ora privi di alcun fondamento: inoltre sarebbe un’eventualità terribile che porterebbe tantissimi riflessioni, anche sulla Net Neutrality. Chissà se esiste un eventuale messaggio di errore simile a questo.

Ho una cugina a Beijing ed intendo saperne di più.

Via [C|net]

[UPDATE 4:37 pm]

- A proposito di censura: da leggere il tentativo di bloccare il noto blog su Cuba, Generacion Y.

Written the 25 March 2008 1:42 pm in Voice over Net, Video

 YouTube racconta la storia senza censura

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E’ un occasione grande e responsabile quella del Web e di servizi come YouTube: raccontare la storia dell’umanità, i grandi eventi, le piccole tragedie e le immense gioie.
La storia delle persone e del loro vissuto ma anche quella dei Paesi attraverso il grande occhio della Rete e mediante un infinito media orizzontale fatto di video che s’intrecciano: è così che ad esempio nonostante la censura di YouTube in Tibet ed in China la protesta si diffonde in tutto il mondo e non si placa. Non ci sono filtri all’intelligenza ed alla determinazione dell’uomo. Su Internet non è possibile che qualcuno o qualcosa debba controllare i contenuti.

I giochi di Bejing 2008 possono unire gli sportivi ma non solo: le olimpiadi possono essere un occasione nobile per protestare e far sentire la propria voce appellandosi a quello spirito universale, olimpico e neutrale che dovrebbe caratterizzare una manifestazione del genere. Certo, lo schierarsi da una parte ha sempre delle conseguenze e dei risvolti.

Filmiamo la storia, documentiamo i fatti: forse è un illusione ma in futuro un video di 30 secondi potrebbe, attraverso YouTube, seppellire secolari distanze.

[UPDATE 17 Marzo]

- Ovviamente c’è anche un lato frivolo e più leggero di YouTube e dei contenuti generati dagli utenti: sarebbe curioso votare e dare un’occhiata ai risultati del 2007 YouTube Video Awards, la classifica dei migliori video del 2007 che è possibile votare in questi giorni.

- Enrica scrive un post proprio sui video di protesta in Tibet presenti su YouTube che anche la CNN ha mostrato. Come per la Birmania ed il Free Burma anche qui ci vorrebbe un bel Free Tibet ma temo che come per la prima occasione serva a poco.

- Il citizen journalism si diffonde proprio con dei video: è il caso di questi filmati realizzati da alcuni cittadini cinesi.

Written the 16 March 2008 11:14 am in Voice over Net, Video

 Si scatena la lotta al broadcasting: Microsoft è interessata ad Ustream, parte Yahoo Live, YouTube aggiungerà lo streaming

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Che il 2008 fosse l’anno delle Tv online e della Net Tv era piuttosto chiaro considerando ciò che è accaduto nel 2007: in questi mesi forse vedremo delle piccole rivoluzioni tendenti a stabilizzare il mercato e creare una concorrenza precisa tra i diversi servizi.
Prima c’erano per il broadcasting ed il live streaming servizi come Ustream e Mogulus ora l’offerta si allarga con servizi come Qik che consentono di usare la fotocamera del cellulare e trasmettere in onda sul web video in streaming.

Microsft a quanto scrive oggi Techcrunch pare sia interessata ad acquistare Ustream offrendo 50 milioni di dollari: allora non comprano più Yahoo che ha lanciato da poco il servizio Yahoo! Live che alcuni blogger italiani hanno già testato? Non è detto, l’alleanza con Yahoo! infatti si giocherebbe su altri settori di mercato come quello dell’advertising.

Google e YouTube stanno a guardare? Secondo quanto scriveva Robert Scoble sembra che anche YouTube stia lavorando ad una serie di nuove funzioni e caratteristiche tra le quali proprio la possibilità di fare streaming video. Non dimentichiamoci poi dell’accordo - passato forse un po in sordina - tra Google e Panasonic per realizzare un Internet Tv, una piattaforma che distribuisca i contenuti multimediali (foto e video) presenti in Rete.

Insomma la concorrenza nel mondo del video è ormai alta e per sconfiggere il Porn 2.0 (Youporn resta uno dei siti più visitati e con maggiore traffico) non resta altro da fare che unirsi ed innovare.

[UPDATE]

- Wow, secondo il Wall Street Journal pare proprio che Yahoo! sia pronta a respingere l’offerta di Microsoft: ne parla anche Repubblica in questo articolo. Ho tutta l’impressione come ho titolato un post qualche tempo fa che Yahoo giochi al rialzo nella valutazione delle azioni.

- Anche Techcrunch la pensa un po come me riguardo la speculazione nell’affare Microsoft Yahoo!.

Written the 9 February 2008 1:18 pm in In my mind, Voice over Net, Web 2.0, Tv online, Video

 Dancejam

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Periodicamente esce qualche sito che vuole fare (la presunzione non aiuta mai) da rivale a YouTube, alcuni addirittura presentano il nome dominio letteramente tradotto.

A buttarsi nell’impresa sono anche rapper o artisti come nel caso di DanceJam ideato da MC Hammer (quello degli anni ‘90 della notissima U can’t touch this che appare in film e cartoni, penso ad i Griffin): l’obiettivo è quello di creare un YouTube per la danza o meglio scoprire talenti e le loro doti fisiche nell’arta del ballo. Ci saranno competition, possibilità di vincere premi e quant’altro: tutto molto stile Usa come nei più classici programmi televisivi americani.

Ero così curioso che mi sono registrato su DanceJam anche se non volevo inviare nessun video: per fortuna il servizio è ancora in versione Beta perchè il primo impatto che ho avuto non è buono.
A partire dalle iconcine stile Hollywood e dall’interfaccia: spero proprio di sbagliarmi e che MC Hammer non abbia spesso tutti i suoi soldi in un flop. Stay tuned, anzi stay dance!

Via [BBC]

Written the 3 January 2008 11:40 am in Web 2.0, Video

 Guadagna con Google Adsense grazie alla politica. E Google Tv ads: chi guadagna di più?

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E se l’utilizzo di Internet da parte della politica ti facesse guadagnare tanto? Quante volte negli annunci adsense del tuo sito sono apparsi link a siti web di partiti, candidati politici.
In Usa l’utilizzo dei cosiddetti “social media” - strumenti della Rete che costituiscono uniti insieme in quella nuova fase del Web - è davvero massiccio specie durante le ultime presidenziali: se anche l’INAIL qui in Italia ha deciso di utilizzare YouTube per spiegare e promuovere le proprie attività vuol dire che sono in molti a credere nelle possibilità di questo mezzo. Si era detto che il 2008 era l’anno del video, delle Net Tv e dunque del video advertising, la pubblicità nel video.

La sfida più avvincente ed interessante rimane sempre quella di monetizzare con i video che si realizzano, farci dei soldi: ho trovato davvero sorprendente questo post sul blog di Google Adsense riguardo adsense Video units che ti permette di usare YouTube ed Adsense.
Se non sai ancora come fare guarda questo video: nel caso in esame è possibile scegliere quale video far comparire dei dibattiti dei Repubblicani tenuti sulla CNN ed annunciati da giorni su YouTube o come al solito utilizzare una keyword precisa come “CNN YouTube Debates“.

Pensavo nella probabilità di un futuro faccia a faccia tra leader come Veltroni e Berlusconi o ad altri grandi eventi magari non ripresi o mandati in onda dalla Tv tradizionale che per problemi diversi (censura, mancanza di tempo) non hai potuto vedere: questo spot di Google Tv ads (del quale mi farebbe piacere saperne di più da chi lo usa) mi ha fatto riflettere e pensare ad una futura integrazione tra tutti questi strumenti e ad una domanda decisiva.

Secondo voi in questo gioco di video ed advertising chi è che guadagna di più: il publisher?

[UPDATE]

- Ovviamente sono state raccolte anche le opinioni in video al dibattito Repubblicano.

Written the 30 November 2007 3:11 pm in Voice over Net, Video, Advertising

 Varie ed eventuali: Politube, Inbox 2.0, BitTorrent infuocato, in gara con Quintarelli

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Ho una sessantina di bozze per il blog ma ultimamente mi diverto a scrivere più su Dario Salvelli’s Tumblr (anche i tumblr sono degni di stare nei blogroll), il mio Tumblelog come lo chiamerebbero i “puristi”: sono quasi tutti i miei appunti e le note che scrivo di getto e velocemente, pensieri sparsi ai quali per sperimentare ho aggiunto anche la forma pubblicitaria di Adsense.

Politica

Dicevo che dovrei parlare di tanti argomenti: ad esempio dell’intreccio sempre più forte e del legame per alcuni aspetti barocco tra la politica ed Internet. Laddove in Italia si risolve a suon di querele da altre parti come nelle presidenziali Usa del 2008 si fa un uso della Rete più consapevole e probabilmente anche furbo. Basta guardare Politicalbase che mette a confronto direttamente i candidati sul loro programma elettorale chiarendo anche quanti soldi sono destinati alle campagne elettorali, costruendo un database degli esponenti politici, aprendo dibattiti pubblici (bisogna registrarsi) su di un forum (perchè no? tranquilli esistono anche un blog ed un wiki).
Non mancano poi idee intelligenti quali quella di realizzare un piccolo YouTube per la politica: è il caso di Politube che consente di condividere una volta registrati sul sito web i video dei politici. A prima vista ho notato che manca la funzione di embed (quella che ti consente di mettere i video dapperttutto), il successo principale di YouTube che sembra entri a breve finalmente nella fase di alta definizione dei video.
Come per 10 Questions sono tutte idee abbastanza valide ma per ora di difficile realizzazione nell’immediato qui in Italia: il tarlo del naturale sospetto e dubbio su chi ci sia dietro i siti web ed i blog dei candidati (agenzie di comunicazione e basta) verrà in futuro (ma lo è già oggi) amplificato. La chiave di volta è forse come al solito nel messaggio diretto, chiaro e semplice.

La mail diventa 2.0

Quanti di voi utilizzano la mail di Yahoo? Non so come è fatta non l’ho mai utilizzata ma sembra che da quelle parti (ma anche da Google) abbiano in mente una nuova fase dell’email, la Inbox 2.0: accidenti ragazzi non vorrete mica dare in pasto al Dio Social tutti i miei messaggi di posta elettronica? Un po di privacy per la miseria: state cercando di capire se sarà questo il 3.0, ovvero la possibilità di cliccare sul profilo di chi mi ha mandato una mail e vedere chi è, che cosa fa?

Ma tutto questo non esiste già e si chiama 2.0? Si, vero: allora forse non ho ancora ben capito come diventa 2.0 l’email.

Bit-torrent e provider invadenti

Ci lamentiamo sempre dei provider italiani e non guardiamo mai all’estero: in Usa pare che Comcast utilizzi una qualche tecnologia (inviando file nascosti) per bloccare il traffico BitTorrent limitando il peer to peer tra gli utenti in una disputa che va avanti da tempo tra uno degli utenti ed il provider. Vecchia storia questa che colpisce anche la Net-Neutrality: nel mentre qui in Italia assistiamo al pesante contenzioso di Fastweb che chiede 970 milioni di danni a Telecom. Come dice Stefano: chiedere molto per avere poco.

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Written the 15 November 2007 3:00 pm in Voice over Net, Web 2.0

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